Roseto, no del consiglio all’allevamento di cozze

Approvata una risoluzione contro il mega impianto di acquacoltura Casa civica si dissocia: «Grave danno alla marineria e all’economia locale»
ROSETO. E’ stata approvata nel consiglio comunale di giovedì una risoluzione urgente per ribadire il no agli impianti di acquacoltura al largo della costa rosetana. Lo scorso 5 maggio, in una seduta della conferenza regionale per la pesca, la stessa diede parere favorevole alla realizzazione di due impianti di acquacoltura per un totale di circa 2 milioni e 500mila metri cubi di superficie nel tratto di mare antistante la costa di Roseto. Il sindaco Sabatino Di Girolamo partecipò alla conferenza in qualità di uditore ed espresse la propria contrarietà alla costruzione dei due impianti esprimendo grave preoccupazione per le ricadute ambientali e sulla qualità delle acque di balneazione. In precedenza la conferenza regionale per la pesca si era espressa in maniera diversa su un impianto simile al largo di San Vito Chietino. Secondo il primo cittadino rosetano «la conferenza, per coerenza con le precedenti decisioni, avrebbe dovuto esprimere parere contrario attendendo il piano regionale delle acque. In merito agli impianti sono privi di valutazione di impatto ambientale e non rispettano le forme di allevamento meno impattanti seguendo criteri superati che hanno dato luogo a problematiche ambientali legate soprattutto al rilascio in mare di ampie quantità di plastica usata per le cosiddette ‘calze’».
Angelo Marcone, consigliere d’opposizione di Casa Civica, è stato l’unico a votare contro la risoluzione. «Aver dato un parere negativo all’impianto di acquacoltura per la produzione di cozze al largo della costa di Roseto», dice Marcone, «e averlo fatto di fretta e senza dare al consiglio la possibilità di valutare il progetto è un grave danno alla marineria e all’economia locale della nostra città. Togliere questa possibilità di sussistenza alla marineria locale sarebbe un’ulteriore batosta per il settore. Si tratta di famiglie e imprese che fanno fatica ad andare avanti e l’impianto può rappresentare una speranza per loro e per la città vista anche la possibilità di nuovi posti di lavoro. Per questo siamo stati l’unico gruppo ad opporci in consiglio alla decisione dell’amministrazione che, con una risoluzione urgente, ha espresso parere negativo verso l’impianto di acquacoltura senza nemmeno dare modo di approfondire la vicenda, sbagliando metodo e contenuto. Le motivazioni dell’amministrazione per lo stop all’impianto sono del tutto superficiali», prosegue Marcone, «dai dati in nostro possesso l’impianto è perfettamente ecocompatibile e ce ne sono di simili anche al largo di altre località turistiche della costa adriatica che hanno la bandiera blu. Le vere motivazioni di questo no forse sono di altra natura, peccato che si sia persa occasione per aiutare e sostenere l’economia locale senza un vero confronto con la marineria locale e con qualche tecnico esperto nel settore».
Luca Venanzi
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