Roseto, nuovo progetto per il distretto sanitario

La Asl in accordo con la Regione sta modificando la bozza di piano iniziale L’obiettivo è rientrare nei fondi del Recovery plan ottenendo almeno tre milioni
ROSETO. Si muove qualcosa per la realizzazione del nuovo distretto sanitario di base a Roseto. Dall'amministrazione comunale non arrivano dichiarazioni, ma la Asl di Teramo in accordo con la Regione Abruzzo sta lavorando a un nuovo progetto, leggermente diverso da quello iniziale, per rientrare nei fondi del Recovery plan. Dopo lo stallo nell’iter dovuto anche all’emergenza Covid, dunque, il distretto sanitario in piazza Marco Polo può diventare realtà.
Del nuovo Dsb a Roseto si parla da anni, e quando nel 2019 sembrava che la cosa potesse concretizzarsi, prima è sopraggiunta la morte di Roberto Fagnano, all’epoca direttore generale della Asl di Teramo, che voleva fortemente i presidi ospedalieri territoriali, e poi si è scatenata l'emergenza Covid che ha frenato l’iter. Il Comune ha già concesso l'area per realizzare il Dsb, ovvero piazza Marco Polo a sud di Roseto, e per la sanità con il Recovery plan ci sono tre miliardi di euro, e i due terzi sono destinati alla sanità territoriale: a Roseto dovrebbero andare circa 3-4 milioni di euro per il distretto. Tutto è partito a febbraio 2019, quando c’è stata la firma dello schema di protocollo tra la Asl di Teramo e il Comune di Roseto per la realizzazione del nuovo distretto sanitario di base, ma la morte di Fagnano e il posto vacante di direttore generale a Teramo per alcuni mesi ha bloccato tutto. È stato poi nominato direttore generale Maurizio Di Giosia, ma è arrivata l’emergenza Covid e il discorso sul nuovo distretto a Roseto si era interrotto, ma ora per fortuna si è ripreso. Per il nuovo distretto inoltre c’è già una bozza di progetto, che fu presentata il 16 novembre 2018 in una conferenza stampa alla quale presero parte, oltre al sindaco, ai consiglieri e assessori, anche i vertici della Asl, ma ora quella bozza sarà rivista.
Il nuovo distretto farebbe riferimento a una popolazione di circa 200mila persone che comprende la costa teramana e la vallata del Vomano, perché ha una posizione baricentrica rispetto al territorio che deve servire. Inoltre l’attuale distretto sanitario in via Adriatica presenta diversi problemi: gli ambulatori specialistici sono collocati nei seminterrati, in locali con poca aria e luce scarsa, e inoltre non ci sono sale d’attesa e i pazienti sono costretti ad aspettare il loro turno accalcati nei corridoi. Oltre a ciò c’è un problema di barriere architettoniche e i parcheggi sono scarsi e posizionati in una strada molto trafficata come via Adriatica. La struttura, inoltre, è molto vecchia perché è nata intorno al 1950 per ospitare l’Onmi (Organizzazione nazionale maternità e infanzia).
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