Roseto, proteste per i parcheggi tolti in via Torino

ROSETO . Nuove zebrature in via Torino a Roseto che eliminano di fatto cinque parcheggi e i cittadini si ribellano. C’è da fare, però, un passo indietro. Qualche mese fa lo stesso gruppo di cittadini,...
ROSETO . Nuove zebrature in via Torino a Roseto che eliminano di fatto cinque parcheggi e i cittadini si ribellano. C’è da fare, però, un passo indietro. Qualche mese fa lo stesso gruppo di cittadini, residenti in via Torino all’altezza del lungomare nord, scrisse un lettera al sindaco Sabatino Di Girolamo lamentandosi per alcuni bidoni della spazzatura lasciati dal proprietario dell’hotel Roma sulla via chiedendone la rimozione. «Ho ricevuto la lettera dei cittadini», conferma Di Girolamo, «ho mandato i vigili urbani che hanno provveduto alla rimozione d’accordo con il titolare dell’hotel Roma». E ora qual è il problema? Alcuni cittadini residenti nella via non accettano l’eliminazione dei parcheggi, o meglio dei posti dove si lasciava l’auto, perché in realtà non c’è mai stato nessuno stallo sulla sinistra, e l’inserimento di zebrature richieste dal titolare dell’hotel Roma per permettere alle auto dei clienti in sosta nella rientranza sulla destra di fare manovra in sicurezza. I vigili urbani confermano la regolarità dell’intervento. «Lo spazio di manovra dove sono i passi carrabili è previsto dal codice», dicono, «lì c’era una criticità che è stata risolta inserendo le zebrature per rendere sicura l’uscita e la sosta delle auto dei clienti dell’hotel». C’è anche un permesso di costruzione rilasciato 20 anni fa al titolare dell’albergo che prevede una clausola in merito ai parcheggi. «Ho ricevuto la richiesta del proprietario dell’hotel sull’introduzione delle zebrature sul lato sinistro», afferma Di Girolamo, «e quei parcheggi, durante l’apertura dell’attività, sono asserviti alla struttura recettiva. La polizia municipale mi ha poi confermato la difficoltà di manovra e, di conseguenza, ho accordato la zebratura. Nelle vicinanze, tra l’altro, c’è l’area Castelli con centinaia di posti macchina».
Luca Venanzi
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