Roseto, si sblocca dopo 13 anni la lottizzazione in viale Makarska

14 Agosto 2016

Dopo un iter lunghissimo c’è il sì dell’ufficio tecnico, ma l’ultima parola spetta al consiglio comunale Prevista la realizzazione di tre alberghi e numerosi appartamenti ai confini della riserva Borsacchio

ROSETO. Nuovi posti letto e altri appartamenti potrebbero presto sorgere nella zona nord di Roseto. L’ufficio tecnico comunale ha infatti dato il proprio consenso alla pratica che prevede un mega intervento edilizio nella zona di viale Makarska. L’ok definitivo dovrà comunque giungere dal consiglio comunale in quanto si tratta di un piano particolareggiato che prevede la realizzazione di un complesso edilizio da parte di più proprietari privati e con caratteristiche ben precise: una parte dell’intervento dovrà essere destinata ad attività turistico-ricettive nella misura minima del 40 per cento del totale, in questo caso con almeno tre alberghi, mentre la restante, non oltre il 60 per cento, potrà avere caratteristiche residenziali. Le medesime regole applicate per tutte le altre costruzioni già realizzate nella stessa zona, la cui lottizzazione ha avuto inizio durante il mandato del sindaco Nicola Crisci con Valter Aloisi assessore all’urbanistica. Quella di riservare una parte consistente alla ricettività alberghiera è stata una precisa scelta dell’amministrazione comunale dell’epoca che ha voluto in questo modo creare le premesse per aumentare i posti letto disponibili a Roseto. Il programma edilizio in questione, presentato nel 2003, ha subìto uno stop da parte della soprintendenza il che ha costretto i proprietari a apportare varie modifiche al progetto fino a giungere a quello attuale. Altri problemi all’iter dell’approvazione derivarono dal fatto che l’intervento originariamente andava a ricadere per metà all’interno della riserva del Borsacchio, mentre ne è restato totalmente fuori dopo la riperimetrazione dell’area gestita dall’amministrazione di centrodestra guidata da Enio Pavone. L’edificazione di quella zona è stata da sempre oggetto di controversie tra le forze politiche locali. A cominciare dal celeberrimo progetto Maresca, il cui iter ha avuto inizio alla fine degli anni ’70, quindi ben prima dell’istituzione dell’area protetta, subendo nel tempo svariate bocciature fino a scoraggiare gli imprenditori che avrebbero voluto realizzare il villaggio-vacanze i quali hanno quindi avviato una causa risarcitoria nei confronti del Comune. In questo caso, il timore delle varie amministrazioni succedutesi alla guida della città era che in quella zona potesse sorgere una sorta di “Piomba due”– così la battezzarono i politici dell’epoca, rifacendosi alla zona di Silvi Marina che porta lo stesso nome – cioè una specie di ghetto lontano dal resto della città. Per quanto riguarda viale Makarska, l’attenzione degli amministratori locali si è in seguito concentrata sull’effettiva proporzione tra edilizia ricettiva e quella residenziale, a vantaggio spesso di quest’ultima, considerando che per la prima è anche previsto un premio di cubatura.

Federico Centola

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