Roseto, è polemica per l’abbandono dell’area per cani

ROSETO. È polemica per lo stato di degrado in cui versa l'area di sgambamento per i cani a Roseto sud, realizzata da qualche mese per un importo di 10mila euro ma dimezzata rispetto alle richieste...
ROSETO. È polemica per lo stato di degrado in cui versa l'area di sgambamento per i cani a Roseto sud, realizzata da qualche mese per un importo di 10mila euro ma dimezzata rispetto alle richieste iniziali e mai aperta. Più di un anno fa era stata la consigliera di opposizione, capogruppo dei Liberi Progressisti, Rosaria Ciancaione a presentare una mozione sulla realizzazione del parco per cani nell'area in cui sorge oggi. «Purtroppo la maggioranza nel consiglio comunale del 30 maggio 2023 bocciò la mia mozione, salvo poi con delibera della giunta in data 22 dicembre a tornare sui propri passi», spiega Ciancaione, «ma, incomprensibilmente, riducendo l’area alla metà. I cani non possono compiutamente esprimervi la loro istintiva territorialità, anche tenendo conto che la stessa è divisa in due parti di 540 metri, per separare i cani più grandi da quelli piccoli». E prosegue: «Con il gruppo abbiamo chiesto più volte di rivalutare la possibilità di adibire tutta l’area di circa 2mila metri quadri a sgambamento cani anche considerando che l’eventuale realizzazione in confine di un parco, peraltro già presente e molto frequentato a Roseto sud a poche centinaia di metri, risulterebbe difficilmente compatibile per la mancanza di una distanza di sicurezza di almeno 50 metri». Inoltre Ciancaione, sottolineando lo stato di degrado dell'area, spiega che «questa estate la giunta comunale ha approvato un progetto di completamento con ulteriori 10mila euro circa: altro terreno, livellamento, siepe esterna e interna e altre piccole cose. Che dire, potrebbe essere un’area davvero utile per i nostri amici animali ma averla divisa e facendo lavori a pezzetti, anche con tanto tempo che passa tra una fase e l’altra, non credo sia un buon esempio di come si fanno le scelte e di come si spendono i soldi pubblici», conclude Ciancaione.
Enrico Cipolletti

