Ruzzo, bilancio quasi in pareggio ma il problema sono i crediti

28 Giugno 2016

L’acquedotto deve recuperare 43 milioni (9 solo dall’Aca) ma non riesce ad incassarli Il 2015 si è chiuso con una perdita di 750mila euro. Aumenta il personale, soprattutto gli interinali

TERAMO. Si chiude con perdite contenute, il bilancio 2015 del Ruzzo che presenterà ai soci un documento che registra un passivo di circa 750mila euro. Il documento economico che il presidente Antonio Forlini presenterà ai Comuni soci il 16 luglio (data individuata per l’approvazione del bilancio e per il rinnovo del cda), contiene infatti dati significativi sulle politiche di risanamento che passano per i piani di rientro dai debiti, ma anche per l’attivazione di mutui per le manutenzioni e per gli obblighi verso i fornitori.

A questo tuttavia fa da contraltare la difficoltà dell’azienda a incassare i crediti, visto che il fatturato annuale si attesta sui 38milioni di euro ma i crediti vantati ammontano a 43milioni di euro. Un problema di liquidità che porta a non poter pagare i debiti e a sostenere di conseguenza oneri finanziari elevatissimi – circa 1,7 milioni di euro – passando praticamente da un utile ad una perdita. Basti pensare che solo dall’Aca (l’azienda acquedottistica pescarese che gestisce alcuni centri del Teramano), con cui il Ruzzo ha rapporti reciproci di distribuzione d’acqua, l’azienda vanta crediti per 8 milioni di euro e per i non addetti ai lavori è difficile capire come si possa far maturare un credito di 8,9 milioni per poi vedersi rigettati due decreti ingiuntivi come emerge nella nota integrativa al bilancio. Il primo, di 3milioni 124 mila euro (in parte incassato), è stato revocato, nel corso del 2015, dal tribunale di Teramo, in accoglimento dell’opposizione proposta dall’Aca. Contro questa decisione è stato tempestivamente proposto appello e la causa sarà presa in decisione, salvo rinvii, all’udienza del 4 aprile 2017. Il secondo decreto ingiuntivo di 2.623.173 euro, quasi interamente riscosso, è stato pure opposto da Aca ed è tuttora pendente in primo grado dinanzi al Tribunale di Teramo. La causa sarà presa in decisione, salvo rinvii, all’udienza dell’8 febbraio 2017.

Le perdite pregresse ereditate da Forlini erano molto alte, il che fa pensare che i mancati incassi hanno provocato l’aumento dell'indebitamento e quindi il ricorso a prestiti bancari con aggravio di costi a cui si aggiungono circa un milione di euro di multe ambientali che il Ruzzo deve liquidare alla Provincia. Ovviamente nellla valutazione “politica” del bilancio si tiene conto della funzione sociale dell’azienda, visto che si tratta di un bene primario come l’acqua e come tale impossibile da tagliare ai clienti-fruitori. Per quel che riguarda il personale invece, il 2015 conta la presenza di 257 unità lavorative contro i 246 del 2014, e sono il frutto di una diminuzione di 5 unità tra impiegati e operai, ma di maggiori lavoratori interinali. Le spese del personale sono passate così da 11milioni 646 mila euro a 12milioni 139mila. Invariate le spese per i sindaci che ammontano a 43mila 680 euro l'anno mentre una riduzione di circa 10mila euro c’è stata per le spese del cda, giacchè che gli amministratori si sono tagliati i compensi passando da 72mila a 62mila euro complessivi.

Marianna De Troia

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