«Ruzzo, lavori per 50 milioni affidati senza appalto»
TERAMO. Dubbi sulla trasparenza nella distribuzione dei soldi pubblici da parte della Ruzzo Reti. Ad esprimerli è il presidente dell’ordine degli ingegneri di Teramo Alfonso Marcozzi, intervenuto...
TERAMO. Dubbi sulla trasparenza nella distribuzione dei soldi pubblici da parte della Ruzzo Reti. Ad esprimerli è il presidente dell’ordine degli ingegneri di Teramo Alfonso Marcozzi, intervenuto sulle modalità con le quali l’azienda ha affidato gli incarichi di progettazione del potenziamento dell’acquedotto del Ruzzo e le opere di completamento. Nel mirino sono finiti gli interventi con cui il Ruzzo prende acqua dalla diga di Piaganini depurandola a Collevecchio, ma anche il nuovo tronco che porterà l’acqua fino alla costa. Marcozzi, si è scagliato contro la passata amministrazione della società e contro alcuni provvedimenti ritenuti illegittimi, adottati dal 2001 al 2010, con i quali senza un regolare bando di gara il Ruzzo ha provveduto ad affidare direttamente la progettazione di questi impianti per un importo di 50milioni di euro. Ma tra le contestazioni dell’ordine degli ingegneri finisce anche una percentuale del 20% che gli ingegneri interni all’acquedotto si sarebbero attribuiti indebitamente come emolumenti su un incarico di 1 milione e mezzo di euro. Somme giudicate indebite proprio dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione che, dopo una relazione prodotta dall’Ato, si è espressa con una delibera contro l’affidamento dell’incarico di progettazione ritenuto in contrasto con le disposizioni legislative che imponevano procedure concorsuali. Ma l’Anticorruzione si è pronunciata anche contro quel 20% di corrispettivo sulla parcella che alcuni dipendenti del Ruzzo si sono attribuiti, visto che la normativa vigente autorizza al massimo un 2% sulla parcella. «Una spartizione indebita di denaro su cui adesso chiediamo di accertare le responsabilità della passata amministrazione attraverso una richiesta di accesso agli atti», spiega Marcozzi che ipotizza nuovi risvolti penali sulla vicenda visto che l’Autorità anticorruzione ha disposto l’invio della sua delibera alla Corte dei conti per un pronunciamento. Il presidente degli ingegneri, pur attribuendo le responsabilità al vecchio Cda, ha chiamato in causa anche l’attuale presidente del Ruzzo Antonio Forlini, chiedendogli cosa intende fare per porre rimedio; Forlini, da noi interpellato, si è riservato di approfondire i contenuti della delibera e di comunicare nei prossimi giorni le iniziative che intende intraprendere.(m.d.t.)
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