Sì ai consigli da remoto ma riesplode la polemica

1 Maggio 2021

ATRI. È scontro ad Atri sul tema dei consigli comunali da svolgersi in videoconferenza, modalità già adottata da molte amministrazioni e caldeggiata dai consiglieri della minoranza. Tutto inizia...

ATRI. È scontro ad Atri sul tema dei consigli comunali da svolgersi in videoconferenza, modalità già adottata da molte amministrazioni e caldeggiata dai consiglieri della minoranza. Tutto inizia giorni fa quando la presidente del consiglio comunale Cristina Forcella annuncia l’avvio delle sedute in modalità remota e in una nota dichiara: «Facendo seguito alle reiterate richieste avanzate in questi mesi dai consiglieri di minoranza di Abruzzo Civico, Paolo Basilico, e del M5S, Ilaria De Lauretis, circa la necessità e l’opportunità di tenere le sedute del consiglio in videoconferenza al fine di consentire e favorire la partecipazione a distanza e in piena sicurezza dei consiglieri, recependo tali richieste ho provveduto ad adottare un disciplinare per lo svolgimento delle sedute consiliari e delle conferenze dei capigruppo in modalità videoconferenza. Purtroppo», continua Forcella, «con grande stupore, nell’ultimo consiglio si è dovuta riscontrare l’assenza di coloro che avevano richiesto espressamente di partecipare da remoto. Tale comportamento conferma non solo il loro totale disinteresse alle sedute e all’approvazione di atti importanti, ma soprattutto l’inclinazione a ricercare solamente una visibilità mediatica».
Non tarda ad arrivare la replica di Basilico, che scrive: «Riguardo alle gravi affermazioni per l’assenza in videoconferenza di alcuni consiglieri dell’opposizione, ritengo che la Forcella non abbia alcun diritto di esprimere giudizi in proposito poiché, qualunque siano le ragioni, esulano dalla sua sfera valutativa. È un’indebita intromissione nella vita privata che non può essere screditata da gratuite insinuazioni rese da chi riveste la carica di presidente di un organo consiliare. Il consiglio trasmesso in remoto», conclude Basilico, «non è un favore fatto alle opposizioni, esso andava garantito già da tempo, a prescindere dalle richieste di alcuni consiglieri».(d.f.)