Sì al taglio della giunta ma il consiglio può saltare

I dissidenti non hanno gradito di essere convocati all’ultimo minuto da Brucchi Che chiederà loro un impegno pubblico e solenne a sostenerlo fino alla fine
TERAMO. Tutto in un pomeriggio, o forse niente. Il sindaco Maurizio Brucchi ha convocato i consiglieri di maggioranza (dissidenti compresi) per oggi pomeriggio alle 16, cioé appena due ore prima dell’inizio del consiglio comunale atteso da settimane come evento decisivo per sciogliere il nodo della crisi. Un consiglio che, però, potrebbe anche non cominciare affatto, perché la possibilità di giocarsi strategicamente la carta della seconda convocazione potrebbe essere utilizzata su entrambi i fronti.
Di sicuro accadrà che il sindaco comunicherà alla maggioranza le proprie determinazioni su come proseguire la consiliatura. Le ultime voci danno quasi per scontato che oltre a fissare dei punti programmatici annuncerà una riduzione della giunta da nove a sei, massimo sette assessori. Ovvero accetterà la condizione principale – non l’unica – posta dai tre consiglieri (Vincenzo Falasca, Domenico Sbraccia e Alfredo Caccioni) che hanno fatto venir meno i numeri per governare già a fine aprile. I tre dissidenti, però, non nascondono che avrebbero gradito essere convocati prima dal sindaco. Insomma, non hanno affatto gradito la tattica dilatoria utilizzata con loro da Brucchi nelle ultime settimane e la possibilità che esprimano una qualche contrarietà nella riunione di oggi c’è tutta. Brucchi, dal canto suo, in cambio del taglio della giunta non potrà non chiedere loro un impegno preciso e solenne a sostenere l’amministrazione di qui alla fine della consiliatura, senza se e senza ma. E non gli basterà che un impegno di questo genere venga preso in una stanza, presenti solo consiglieri e amministratori, ma vorrà che sia pubblico e venga preso in aula, davanti alla città.
Di fronte a nuove resistenze e nuovi distinguo, il sindaco potrebbe anche mollare e mandare tutti a casa. Viceversa, i tre potrebbero valutare di non garantire il numero legale e far saltare il consiglio. Che così si terrebbe il 13 giugno in seconda convocazione, quando basteranno 12 consiglieri (e non 17 come oggi) a garantire il numero legale e ad approvare i provvedimenti all’ordine del giorno.
Se andrà così, ovvero con l’ennesimo rinvio della soluzione alla crisi, l’amministrazione potrebbe anche sopravvivere tutta l’estate, a meno che qualcuno dei dissidenti di maggioranza non appoggi la mozione di sfiducia al sindaco che l’opposizione ha pronta da settimane ma che non è riuscita a presentare per mancanza delle firme sufficienti. Il problema sarebbe, in autunno, il bilancio, che necessita di una maggioranza qualificata.
Stamattina, intanto, Brucchi incontrerà i leader delle forze politiche che lo sostengono per anticipare loro quanto dirà nel pomeriggio a consiglieri e assessori.(d.v.)
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