S’insedia il nuovo procuratore capo

25 Luglio 2014

Per trent’anni ha combattuto la camorra. Guerriero: «Ogni fascicolo è un’istanza di giustizia che viene dal cittadino»

TERAMO. «Non mi stanco mai di ripetere che ogni fascicolo non è una pratica, ma è un’istanza di giustizia che viene dal cittadino»: Antonio Guerriero per trent’anni ha trattato casi di camorra vivendo per venti sotto scorta in terra campana dove è stato magistrato di prima linea, titolare di inchieste scottanti e indagini di spessore che in più occasioni hanno portato allo smantellamento di clan camorristici.

Il nuovo procuratore di Teramo, già nominato a giugno dal plenum del Csm, ieri ha giurato nel corso della cerimonia di insediamento davanti al collegio presieduto da Roberto Veneziano.

Guerriero, 60 anni, è stato sostituto procuratore ad Avellino e a capo della procura di Sant’Angelo dei Lombardi. Con la chiusura del tribunale santangiolese – disposta nell’ambito del piano accorpamenti deciso dal ministero – Guerriero è stato l’ultimo procuratore dell’alta Irpinia. «Sarà una procura trasparente nel rispetto di tutti i ruoli», ha detto il magistrato, «perchè anche questo significa dare credibilità alla giustizia. Noi saremo i difensori di tutti quelli che vogliono giustizia».

Accompagnato dai sostituti Irene Scordamaglia, Laura Colica e Luca Sciarretta, il nuovo procuratore ha incontrato il vertici del tribunale e si è intrattenuto con il presidente dell'ordine degli avvocati, Guerino Ambrosini.

Rivolgendosi al rappresentante del Foro ha detto: «Bisogna collaborare nel rispetto dei ruoli perchè ci troviamo su una barca in situazione peridiosa con risorse limitate, ma tutti abbiamo il dovere etico di fare il più possibile per garantire giustizia ai cittadini che ne chiedono il rispetto».

Applicato ad Aversa, di recente il suo nome era stato indicato come uno dei magistrati in corsa per il posto di procuratore aggiunto al neonato ufficio della procura di Napoli nord.

Guerriero, che già ai primi di settembre sarà nel palazzo di giustizia teramano, succede a Gabriele Ferretti che nel marzo del 2013 è andato in pensione dopo sei anni alla guida della procura teramana. Ferretti, 72 anni, nato ad Atri ma da anni residente a Forlì, è entrato in magistratura nel 1969, diventando pretore unico nella cittadina sarda di Bono. Dopo l’esperienza sull’isola, è diventato sostituto procuratore presso il tribunale di Forlì, dove ha lavorato per molti anni. Nello stesso capoluogo romagnolo è stato giudice, occupandosi di processi importanti, come quello a carico dei brigatisti rossi che nel 1988 uccisero il senatore forlivese Roberto Ruffilli. In questo periodo il procuratore facente funzione a Teramo è il sostituto Bruno Auriemma. (d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA