Saffo, due soluzioni per il polo: al vaglio le aree delle ex fornaci

La Provincia valuta gli spazi occupati degli impianti dismessi Branella e Diodoro, pronti 30 milioni L’ente ha terreni a Voltarrosto, ma è preferita una zona in centro. Pavone: «Troveremo la soluzione»
ROSETO. «Uno dei primi impegni come consigliere provinciale con delega all’edilizia scolastica sarà per il nuovo liceo Saffo». Ad annunciarlo è Enio Pavone, eletto a metà dicembre in Provincia con la lista di Azione e destinatario di deleghe pesanti che lo hanno legato alla maggioranza del presidente Camillo D’Angelo. La nuova struttura per i circa 1.200 studenti troverà spazio in centro, come auspicato da Comune e dirigenza scolastica. «L’importante è trovare il terreno dove realizzarla, ma non c'è ancora nulla di certo», premette Pavone, «ci sono da valutare due zone centrali, ma la Provincia ha anche terreni a Voltarrosto».
A Roseto capoluogo le aree utilizzabili sono quelle delle ex fornaci Branella e Diodoro, mentre è ormai da escludere l’impiego dello spazio nell’ex fornace Catarra, per anni individuata solo sulla carta come possibile area per il nuovo polo liceale. «Bisognerà vedere quanti sono i fondi a disposizione», sottolinea il consigliere provinciale in corsa anche per la Regione nelle elezioni del 10 marzo, «ma la collocazione del Saffo deve essere risolta». La Provincia potrebbe mettere a disposizione circa 30 milioni di euro, oltre ai terreni a Voltarrosto. Questo però significherebbe decentrare il polo, possibilità non gradita ai diretti interessati. A fine dicembre il preside del Saffo Achille Volpini ha lanciato un appello chiedendo di «riaprire una riflessione sul nuovo liceo Saffo» considerati «il numero di studenti e i risultati che raggiungiamo». Con circa 1.200 iscritti, infatti, il polo rosetano è una delle scuole più popolose e importanti della provincia e con tutte e tredici le classi quinte risultate sopra la media nazionale nelle prove Invalsi. Attualmente il Saffo è dislocato in sei sedi diverse sul territorio comunale e la necessità di avere un’unica struttura è diventata prioritaria visto lo sviluppo del polo. La questione è aperta da anni durante i quali più volte sono stati organizzati incontri tra dirigenza scolastica e le varie amministrazioni che si sono succedute, a partire da quelle guidate da Franco Di Bonaventura e dallo stesso Pavone fino all’attuale giunta. A lungo si è parlato dell’ex fornace Catarra come sede privilegiata per la collocazione nuovo polo, ma è stato recentemente presentato un nuovo progetto da parte dei proprietari per il riutilizzo dell’area. Il piano prevede la demolizione dell’ex fornace e la riqualificazione dello spazio dove ci saranno anche parcheggi.
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