Sale la tassa di soggiorno Rivolta degli albergatori

23 Febbraio 2020

Pineto, le nuove tariffe decise dalla giunta aumentano dal 25 al 50 per cento Il presidente dell’associazione di categoria Pavone: «Una decisione illogica»

PINETO. A Pineto l’aumento della tassa di soggiorno mette sul piede di guerra gli operatori turistici. Le nuove tariffe, approvate lo scorso 13 febbraio con delibera di giunta, prevedono aumenti a partire dagli hotel a 4 stelle fino ai residence e b&b. In una nota congiunta gli operatori del comparto turistico, rappresentati dal presidente dell’associazione albergatori Pio Pavone, esprimono tutto il loro disappunto. «La decisione dell’aumento della tassa di soggiorno per l’anno 2020 appare illogica, soprattutto considerando che le tariffe hanno subito un aumento pari al 50% per gli alberghi a 3 stelle, pari al 33% per gli alberghi a 4 stelle e del 25% per case vacanze, residence e bed & breakfast. In un precedente tavolo di confronto con il Comune, tutte le categorie di operatori turistici avevano espresso il proprio parere sfavorevole su eventuali modifiche dell’imposta, anche in considerazione del breve preavviso rispetto le imminenti vacanza di Pasqua, periodo in cui l’imposta sarà già attiva, si chiedeva almeno di poterci lavorare insieme a partire dal prossimo anno». Secondo gli operatori turistici al danno si aggiunge la beffa «poiché diverse delle strutture turistiche sono situate in zone sottoposte ad un forte fenomeno di erosione e, soprattutto nell’ultimo periodo, lamentano il pericolo della mancata riapertura per la stagione estiva e l’immobilismo degli enti preposti nel trovare soluzione urgenti al problema. Prendiamo atto che su questo argomento gli amministratori preferiscono non condividere obiettivi e strategie legate allo sviluppo turistico con i portatori di interesse e scelgono esclusivamente di comunicare scelte già prese. Siamo stanchi di subire decisioni che vengono prese dall'alto, senza la minima e dovuta concertazione. Non siamo più disposti a perdere tempo, ragion per cui stiamo valutando di disertare i prossimi tavoli con il Comune visto che le nostre richieste non vengono in alcun modo prese in considerazione». Il titolare dell’agenzia turistica “Cerrano Services” Gianluca Di Santo, che anno dopo anno tasta il polso della situazione turistica locale, fa notare: «L’introduzione dell’imposta di soggiorno non ha portato alcun beneficio o servizio aggiuntivo rispetto a quelli già esistenti in passato. Noi vorremmo discutere su come investire al meglio i proventi dell’imposta in un ottica di destagionalizzazione, ci ritroviamo invece esclusivamente a chiedere ai turisti soldi per servizi pubblici non sempre adeguati».
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