Salpa, c’è l’allarme dei sindacati: «Dimezzati i posti di lavoro»

4 Agosto 2022

Secondo la Rsu sono passati dai 950 del 2018 ai 450 attuali: «Settore in crescita ma qui non è così» Domani il sindaco Nugnes incontra sia i rappresentanti dei lavoratori sia i vertici dell’azienda

ROSETO. La rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) della Salpa, azienda di surgelati, esprime timori per l’attuale situazione occupazionale dello stabilimento di Roseto e chiede con urgenza un incontro al sindaco Mario Nugnes.
«Nel 2018 c’erano circa 950 lavoratori tra fissi e stagionali», si legge nella lettera della Rsu Salpa indirizzata a Nugnes, «mentre ora ne siamo 450. Ci vediamo così costretti a chiedere un incontro al primo cittadino, anche in relazione ai mancati impegni aziendali occupazionali e sull’ulteriore riduzione di ore di lavoro anche per chi viene assunto da stagionale. Ricordiamo dal 2015 l’azienda, a fronte di impegni formali sottoscritti sulla riduzione dei costi dopo l’inquadramento agricolo e i fondi chiesti alla Regione tramite il Psr (programma di sviluppo rurale), ha prodotto riduzioni di lavoratori e lavoratrici. Possiamo dire che le illusioni occupazionali del 2018 oggi stanno creando concrete forme di disoccupazione».
Il primo cittadino incontrerà i rappresentanti del sindacato Rsu della Salpa e i vertici dell’azienda domani alle ore 12. «I ritmi di lavoro sono più blandi», si legge nella nota della Rsu Salpa, «e i lavoratori negli ultimi anni, purtroppo, sono diminuiti drasticamente. L’azienda dice che la crisi non l’ha subita e che hanno solo avuto dei maggiori costi dovuti al Covid prima e alla guerra ora. Leggendo il Sole 24 Ore il nostro settore sarebbe in crescita addirittura, ma qui da noi non sembra. I lavori stagionali, inoltre, avevano quasi raggiunto un accordo sugli otto mesi garantiti, ma probabilmente resteranno in media sei mesi e mezzo, sette al massimo. Una situazione così preoccupante non si era mai vista qui alla Salpa».
Nel 2017 l’azienda ha investito ad Alanno con un progetto da 5 milioni di euro e lì ha trasferito parte del reparto confezioni. All’inizio ci furono forti preoccupazioni in merito al livello occupazionale dello stabilimento di Roseto e anche la politica locale e regionale si interessò alla situazione. Fu convocato così un consiglio comunale straordinario con tutte le parti interessate, sindacati, Rsu, lavoratori e istituzioni locali, ma l’azienda non partecipò.
Dopo diverse trattative tra sindacati e azienda si arrivò a un accordo per salvaguardare i lavoratori e le lavoratrici, ma oggi torna l’allarme. I vertici dell’azienda, contattati telefonicamente, per ora preferiscono non rilasciare dichiarazioni sull’allarme del sindacato.
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