Salpa, i sindacati accusano: nessuna risposta dall’azienda

6 Agosto 2023

ROSETO . Non sono soddisfatti Fai Cisl e Flai Cgil, oltre alla rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) dell’azienda, dopo l’incontro in videoconferenza con a dirigenza richiesto dalla Flai Cgil alla...

ROSETO . Non sono soddisfatti Fai Cisl e Flai Cgil, oltre alla rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) dell’azienda, dopo l’incontro in videoconferenza con a dirigenza richiesto dalla Flai Cgil alla Regione per parlare dell’attuale situazione occupazionale dello stabilimento Rolli-Salpa di Roseto. Il segretario Generale Fai-Cisl Abruzzo-Molise Franco Pescara ribadisce quanto già dichiarato nelle scorse settimane. «La Fai-Cisl, insieme ai propri delegati, è sempre pronta a sedersi al tavolo di qualsiasi trattativa, ma con una controparte credibile e affidabile», si legge nella nota firmata da Fai Cisl e dalla Rsu della Fai Cisl, «e a tal fine ha nuovamente chiesto all’azienda Salpa se ha intenzione o meno di rispettare l’accordo del dicembre 2021, accordo che prevede il pagamento dei mesi non lavorati nell’anno 2022 per tutti gli aventi diritto in base a quanto sancito dall’accordo dell’ottobre 2018. L’ennesima non risposta dell’azienda, questa volta davanti ai rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, evidenzia l’incoerenza nel rispettare le proprie firme e la volontà unilaterale di non provare a costruire percorsi di crescita. È difficile dialogare con chi non rispetta il contratto nazionale collettivo di lavoro, che firma accordi e poi li disconosce». Anche la Flai Cgil, con la segretaria generale di Teramo Cristiana Bianucci ha ribadito all’azienda che ai lavoratori e alle lavoratrici debbano essere pagati i mesi non lavorati nel 2022 in base all’accordo siglato a dicembre 2021.
«L’azienda insiste a non voler rispettare tale accordo e chiede ulteriori, e inaccettabili, deroghe ai lavoratori», evidenzia la dirigente dell’organizzazione di categoria, «questo aspetto ha creato tensione nelle relazioni sindacali e rende poco credibile l'azienda agli occhi dei lavoratori». A muovere la protesta è stata la preoccupazione per i livelli occupazionali e per le condizioni di forte precarietà dalla quale i lavoratori stagionali non vedono all'orizzonte percorsi di fuoriuscita verso la stabilizzazione. «Oggi i lavoratori occupati dall'azienda con varie forme contrattuali sono meno della metà di quelli impiegati dall'azienda nel 2017», continua Bianucci, «apprezziamo l'impegno delle istituzioni e ci auguriamo che la disponibilità dimostrata per incontri futuri possa consentire di fare davvero passi in avanti». (l.v.)