Salpa, rassicurazioni sul futuro «Neanche un posto sarà perso»

Incontro in Regione con la proprietà, i sindacati e il Comune sull’apertura della sede di Alanno Lolli: all’azienda diamo due milioni e ci garantisce la tutela dell’occupazione a Roseto, verificheremo
ROSETO. La Salpa a Roseto investirà cinque milioni di euro, di cui due provenienti dalla Regione Abruzzo, e con il trasferimento del reparto confezionamento da Roseto ad Alanno dovrà garantire lo stesso livello occupazionale attuale nello stabilimento rosetano.
A dirlo è il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, che ieri mattina a Pescara ha voluto incontrare i vertici aziendali, i sindacati e la Rsu, il sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo e i consiglieri di minoranza Rosaria Ciancaione e Nicola Di Marco, per capire bene quale sia il progetto preciso della Salpa sul sito di Roseto e se l’occupazione resti la stessa, sia in termini numerici che di orari. «L’azienda ha firmato un documento nel quale garantisce che a Roseto sarà mantenuto lo stesso livello occupazionale attuale con una serie di proposte», dice Lolli, «e io, da oggi in poi, mi impegno ogni due mesi a riconvocare questo tavolo con la presenza di azienda, sindacati e amministratori locali per verificare lo stato di avanzamento della situazione, anche perché come Regione stiamo dando ben volentieri 2 milioni di euro a Salpa ma io devo avere garanzie che non vengano persi i posti di lavoro». I lavoratori attuali del reparto confezionamento a Roseto, nei tre turni, sono circa 360: nel documento l’azienda si è impegnata a mantenere tutti i lavoratori attraverso l’introduzione del quarto turno, la re-internalizzazione di due servizi, ossia magazzino e pulizie, alcuni pensionamenti da concordare, e la possibilità che alcuni lavoratori (20 o 40) possano andare ad Alanno dove verranno assunti a tempo indeterminato.
I sindacati e la Rsu, però, in seguito a queste proposte, confermano perplessità e preoccupazioni circa il mantenimento dei livelli occupazionali nel sito di Roseto. Lolli, in merito al dialogo ora riaperto tra azienda e sindacati, aggiunge che «se l’azienda avesse avuto tempo e voglia di incontrare i sindacati con maggiore frequenza, come i sindacati chiedevano da mesi, la questione sarebbe stata gestita molto meglio». Di Girolamo è soddisfatto della riapertura del dialogo tra azienda e sindacati ed è ottimista per il futuro grazie alle garanzie di Lolli. «L’azienda ha fatto precisi investimenti e proposte», sottolinea, «ci sono delle incognite sui numeri e sulla tempistica che le parti, sindacati e azienda, nella loro autonomia, sicuramente risolveranno. La politica resta a disposizione per eventuali necessità di mediazione. I sindacati hanno sollevato perplessità che io comprendo, ma nello stesso tempo sono convinto che la soluzione si troverà con il dialogo. Ringrazio il vicepresidente Lolli per aver voluto precisare con nettezza che a Roseto devono essere mantenuti i livelli occupazionali e le ore di lavoro attuali».
Anche Ciancaione e Di Marco sono soddisfatti della riapertura del dialogo tra azienda, sindacati e lavoratori, ma sono preoccupati, come i sindacati, sul mantenimento dello stesso livello occupazionale in termini numerici e di ore. «Le proposte fatte dall’azienda», dicono i due consiglieri, «devono essere confermate nei fatti. La nostra perplessità, così come quella dei sindacati, viene fuori da alcuni elementi emersi dalla discussione, soprattutto per le specifiche caratteristiche del ciclo produttivo che devono essere verificate».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

