Salta l’accordo Calvarese-Di Matteo

10 Maggio 2017

Elezioni a Tortoreto, il gruppo di centrodestra rischia di non presentarsi

TORTORETO. Per “Tortoreto Sempre” di Mauro Calvarese salta anche l’accordo con i centristi guidati da Domenico Di Matteo, dopo gli alti e bassi della lunga trattativa: a tre giorni dal termine per la presentazione delle liste, il comitato del centrodestra rischia di non partecipare per niente alla contesa elettorale, lasciando di fatto più spazio all’altro candidato sindaco di area, il tanto avversato Domenico Piccioni. Questo perché, tra Tortoreto Sempre e la squadra quasi al completo di Di Matteo sarebbe stato impossibile trovare un punto d’incontro, soprattutto sul tema del candidato sindaco. Per sugellare l’accordo, in sostanza, non sarebbe bastato avere in Piccioni l’avversario comune. A meno di clamorosi ripensamenti dell’ultimo momento, quindi, sembrano proprio Tortoreto Sempre e Calvarese gli sconfitti principali della partita a scacchi che per mesi ha interessato e preoccupato il centrodestra cittadino. L’assenza dalle elezioni sarebbe infatti un vero smacco per il comitato elettorale che sotto il proprio nome e simbolo ha espresso con successo gli ultimi due sindaci di Tortoreto, Gino Monti e Alessandra Richi, entrambi ora vicini proprio a Piccioni. Per Calvarese in particolare, sembra profilarsi lo stesso destino di Francesco Marconi nel 2014: prima dato come nome forte per la candidatura a sindaco, poi ritiratosi completamente dalla contesa e rimasto fermo un turno dopo il muro contro muro con gli altri gruppi politici di area. Discorso opposto per i quattro dissidenti di maggioranza (Rosita Di Mizio, Renato Chicchirichì, Federico Di Lorenzo e Rosella Di Pancrazio) che un anno fa fecero cadere l’amministrazione Richi e che, dopo lo strappo definitivo con il centrodestra, l’11 giugno si presenteranno autonomamente con il simbolo “Impegno Civico”. Ieri sembra essersi risolto il mistero intorno alla figura scelta dal loro gruppo per ricoprire il ruolo di candidato sindaco, anche se l’ufficialità non c’è ancora: sarebbe l’avvocato Franco Rampa. (l.t.)
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