San Giuseppe, parte il cantiere: 900 giorni di tempo per riaprirla

Il sindaco consegna i lavori all’impresa appaltatrice, che s’impegna a rispettare il cronoprogramma L’auspicio di D’Alberto: «Far tornare contemporaneamente gli alunni qui e alla media Savini»
TERAMO. Fine lavori: 27 aprile 2027. Novecento giorni per sanare le ferite del sisma, cancellare gli oltraggi dei vandali e restituire a Teramo la sua prima scuola ricostruita nel post sisma. La primaria San Giuseppe, edificio storico del centro a due passi dal vecchio stadio, da ieri è un cantiere: grazie allo stanziamento di otto milioni di euro da parte della struttura commissariale, dopo un lungo processo di valutazione dei danni e progettazione, e il ritocco al rialzo delle risorse necessarie, l'intervento è partito. Fra due anni e mezzo la scuola tornerà a vivere e ad accogliere voci, sorrisi e saperi: l'impegno a rispettare i tempi è stato assunto dalla ditta che si è aggiudicata l'appalto e dal canto suo il Comune ha garantito vigilanza sul cronoprogramma. Oggi la scuola San Giuseppe, dopo otto anni di desolazione, racconta di aule vuote e vandalizzate; polvere e sporcizia; silenzio e lesioni. Una triste fotografia che si vuol mandare presto in archivio.
Ieri mattina il sindaco Gianguido D'Alberto, amministratori e tecnici del Comune, hanno consegnato i lavori al gruppo Penzi, presente con i suoi massimi rappresentanti e progettisti. La società, con sede centrale a Maddaloni (Caserta) e una succursale all’Aquila, vanta notevoli interventi di edilizia pubblica sia in ambito civile che militare in tutta Italia. Alla consegna del cantiere ha partecipato anche la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Teramo 2, Adriana Sigismondi, che spera di vedere presto i suoi alunni – dopo il sisma accolti nella ex Molinari – tornare a frequentare la San Giuseppe. Un ritorno che dovrebbe combaciare, almeno questa è l'intenzione del Comune, anche con quello degli alunni della Savini: qui la ricostruzione, finanziata con 9 milioni di euro, dovrebbe partire entro pochi mesi. Un doppio binario sul quale il sindaco D'Alberto ieri ha messo l'accento, sottolineando anche come l'indirizzo seguito dalla sua amministrazione sia stato, sin dall'inizio, quello di salvaguardare le scuole del centro storico e farle tornare a vivere in pieno. «È una giornata importante oggi, che ci consente di aprire uno dei cantieri più significativi della ricostruzione cittadina. Per questo intervento abbiamo ottenuto un raddoppio del finanziamento, segno di un adeguamento non solo strutturale ma anche impiantistico ed energetico. La San Giuseppe verrà riqualificata integralmente, in tutti i suoi spazi. Comprese mensa e palestra», ha detto D'Alberto, aggiungendo: «Questo cantiere testimonia anche il tipo di scelta politica che abbiamo portato avanti: lasciare le scuole in centro e non delocalizzarle. Inoltre l'obiettivo, al di là del cronoprogramma che è di 900 giorni e che cercheremo di ridurre il più possibile, è quello di allineare la tempistica della San Giuseppe con quella della media Savini. Il 14 novembre, infatti, per questa scuola ci sarà la conferenza dei servizi e nei prossimi mesi partirà il cantiere». Sulle polemiche circa i ritardi dell'avvio dei lavori post sisma in città, D'Alberto ritiene si tratti di «una dialettica fisiologica che esiste ovunque nel cratere sismico: i tempi per le opere pubbliche non sono brevi», ha detto, «per il cratere la vera ricostruzione è partita solo nel 2021, quando Legnini ha emanato norme speciali per avviare questi processi così complessi. Sono stati persi quattro anni dal sisma, dal 2017 al 2021, perché non c'erano norme adeguate. Questo ora non vuol dire che non bisogna accelerare, e lo faremo».
Fra i cantieri pubblici più attesi in città, legati sempre al post sisma, vi è quello del municipio. Per l'edificio di piazza Orsini è pronto il progetto esecutivo, ma i tempi di avvio dei lavori non sembrano brevi: «C'è stata la necessità di fare una modifica su richiesta della Sovrintendenza, ma il progetto esecutivo è stato già riportato in discussione all'Ufficio speciale», conclude D'Alberto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

