San Nicolò, il Palateatro supera l’esame

Buon pubblico e acustica perfetta per la prima della stagione di prosa della Riccitelli. Il problema sono i parcheggi
TERAMO. «Siete stati veramente bravi a venire in un posto così scomodo e lontano. Vuol dire che amate il teatro ed è sempre bello quando vince il teatro, che si può fare dovunque, anche in un palazzetto dello sport». Così Gabriele Lavia, all’ingresso in scena, si è rivolto agli spettatori del primo appuntamento con la stagione di prosa della Riccitelli, “Il sogno di un uomo ridicolo” da un racconto di Dostoevskij. Non uno spettacolo qualunque ma un evento a suo modo storico: dopo decenni la Riccitelli è stata “sfrattata” dal teatro Comunale e ha dovuto ripiegare sulla sede inedita e inusuale del PalaSannicolò.
Il colpo d’occhio nell’impianto non era quello del tutto esaurito, perché c’erano posti liberi a macchia di leopardo, ma non c’è stato neanche il grande esodo di spettatori che si poteva temere. Lo spettacolo è iniziato puntuale nonostante un po’ di confusione iniziale. Gli spettatori hanno fatto un po’ di fatica a ritrovare il proprio posto, sebbene platea e galleria fossero state riposizionate come al Comunale, e per coloro che sono arrivati in macchina ci sono stati problemi a parcheggiare. Nonostante la Riccitelli avesse messo a disposizione un servizio di bus navetta, molti hanno preferito usare mezzi propri e hanno dovuto fare i conti con la carenza di posti auto intorno al palazzetto.
L’incognita maggiore riguardava la resa acustica dell’impianto sportivo, ma è stata fugata da un’ottima amplificazione e dalla cassa armonica costituita dalla volta in legno. Altro lato positivo il fatto che al “Palateatro” si sta più comodi con le gambe rispetto al Comunale, poiché le file di poltroncine sono più distanti tra loro. Lati negativi? Parcheggi a parte, verso metà spettacolo in sala ha cominciato a fare un po’ freddo.
Alla fine, che aria tirava tra gli spettatori? Daniela, Giuliana e Cristina, già abbonate alle stagioni precedenti, hanno detto: «Siamo venute in macchina da Teramo e il disagio c’è soprattutto per il parcheggio». Un altro abbonato, Bruno, presente con la moglie: «Noi abitiamo a Notaresco e per noi venire qui è anche meglio. Ma il parcheggio è un problema, più che a Teramo». Due ragazze della penultima fila, Valentina e Marilena di Castelli: «Certo, stare al Comunale sarebbe stato meglio, ma non per questo ci siamo lasciate scoraggiare. Essere presenti è anche un incoraggiamento a chi ha lavorato così bene negli anni».
Lavia a metà spettacolo, all’ennesimo squillo di un cellulare, ha interrotto il suo monologo facendo una furiosa ramanzina al pubblico e minacciando di andarsene. Ma questi “incidenti” dovuti a maleducazione accadevano anche al Comunale.(d.v.-a.fu.)
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