Sant’Antonio visto dalla Scipione

16 Gennaio 2016

Oggi sarà inaugurata la mostra della pittrice naif di Azzinano

TERAMO. Verrà inaugurata oggi alle 18.30 a Nepezzano la mostra “Racconti di vita vissuta” della pittrice naif Annunziata Scipione. La mostra rientra in un percorso di arte, tradizione e poesia voluto per la due giorni dedicata a “Lu Sand’Andonje”, festa celebrata un tempo con molta solennità nella campagna abruzzese con il rito centrale della benedizione delle stalle e dei porcili.

Promossa dal comitato di frazione Nepezzano e dalle associazioni “Big Match” e “Lu pizzan’ core”, la mostra vuole raccontare quella che era la tradizione del Sant’Antonio abate un tempo. Tra le opere della Scipione in esposizione, infatti, “Benedizione della stalla”, “Il canto del Sant’Antonio”, “Cucina paterna”, e poi disegni e sculture che raccontano la vita contadina. Quella vita che l'artista ha dipinto nel corso degli anni. «Non ho bisogno di guardare fuori la finestra per ispirarmi» spiega Annunziata Scipione, «io ho bene in mente ciò che disegno. Ci sono nata in campagna e cresciuta, aiutando mio padre nelle faccende contadine». Insomma, senza troppi fronzoli, l’artista 87enne dipinge ciò che si sente di fare al momento. «Se ho l’ispirazione, prendo i colori e mi metto all’opera», dice. E se oggi non ci pensa su due volte, in passato confessa che non è stato così. «Ho cominciato a dipingere tardi, avevo quarant’anni. Preparavo il pranzo, a volte mangiavo in piedi con il piatto in una mano e il pennello nell’altra per fare in fretta, prima che tornasse mio marito».

Perché inizialmente la Scipione, nata e cresciuta ad Azzinano di Tossicia, faceva tutto di nascosto, quando il marito Ettore era a lavoro e il figlio Piero all’università. «Non appena rientrava Ettore mi mettevo a fare la maglia e le calzette», prosegue il racconto, «Poi ho incontrato Giancarlo, artista di Tossicia, che mi disse “Tu hai la mano di Van Gogh! Comincia a dipingere su tela”. Lì per lì sorrisi, ma cominciai a pensarci su. E intanto dipingevo su un compensato». Un giorno la scoperta casuale di Ettore dei dipinti, che la accompagnò poi a comprare la prima tela e la incoraggiò. «Mi disse: “Facciamoli vedere”. Avevo sette o otto quadri appesi: passò un certo professor Di Nicola di Castelli. Era un pittore e ne acquistò tre. Mi diede 30mila lire. Per me tantissimo. Partì tutto da qui». La Scipione iniziò subito dopo a esporre. Arrivarono le prime grandi soddisfazioni che la portarono ad affermarsi in campo nazionale e internazionale.

Catia Di Luigi

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