Sant’Egidio alla Vibrata fuori dall’albo nazionale del Servizio civile

Accertate in municipio irregolarità nella gestione dei giovani, provvedimento per 5 anni. La nuova amministrazione a guida Amatucci ricorre al Tar
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Il Dipartimento per le politiche giovanili e del Servizio civile universale cala la scure sul Comune di Sant’Egidio e lo cancella dall’albo degli enti del Servizio civile per cinque anni.
Gli ispettori raggiunsero Sant’Egidio la scorsa primavera, dietro esposto, per verificare presunte irregolarità nella gestione dei giovani nell’ambito dei progetti finanziati dal dipartimento, finalizzati ai servizi sociali e scolastici. Evidentemente l’ispezione ha accertato delle irregolarità per cui, ora, il Comune ha avuto la sospensione immediata del servizio civile universale.
Ora, la nuova amministrazione guidata da Nunzio Amatucci ha deciso di impugnare al Tar il provvedimento e ha affidato l’incarico legale a un professionista per difendere l’immagine di Sant’Egidio e proseguire nell’attività del Servizio civile.
Dalle ispezioni è emerso che alcuni dei giovani del Servizio civile (sono una quindicina) svolgevano mansioni diverse da quelle per cui il dipartimento assegna uno stanziamento di 507 euro mensili cadauno per svolgere attività in progetti ambientali, culturali e sociali. Secondo la segnalazione che ha fatto muovere gli ispettori del dipartimento da Roma a Sant’Egidio, insomma, «i giovani operatori venivano utilizzati per coprire le carenze di organico del Comune, svolgendo mansioni proprie del personale dipendente, arrivando a sostituire i dipendenti comunali assenti o mancanti», così riportava una nota della rappresentanza regionale del servizio civile universale. E ancora: «Oltre a non essere impiegati nei progetti di Servizio civile per la collettività ai quali avevano fatto domanda (l'assistenza agli anziani, ai minori e ai disabili) gli operatori venivano adibiti a mansioni improprie quali il rilascio di carte d'identità, la gestione dei servizi cimiteriali, gli atti amministrativi e alcuni servizi dell'ufficio tecnico e altro. Le operatrici volontarie assegnate all'asilo nido dovevano persino cambiare i pannolini ai bambini».
I fatti si sono verificati durante la precedente amministrazione comunale. Quanto ai ragazzi, ora verrà valutata la possibilità di assegnarli ad altri ambiti progettuali visto che gli ambiti oggetto di ispezione e delle conseguenti sanzioni sono la scuola dell’infanzia, l’asilo comunale, l’ufficio ambiente e l’ufficio per le politiche sociali.
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