Sant’Egidio alla Vibrata, operaia cinese accusa due colleghi di stupro

29 Settembre 2016

Il fatto sarebbe accaduto nell’azienda tessile dove i tre lavorano: "Mi hanno violentata durante una festa mentre ero ubriaca". Denunciati un connazionale e un pakistano

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Sarebbe stata abusata sessualmente, il 15 settembre scorso, durante una festa in azienda in ossequio alla tradizione del calendario cinese, da due suoi colleghi di lavoro, a Sant’Egidio alla Vibrata. Complice qualche bicchiere di troppo, forse approfittando dell’ottundimento della vittima, due operai di un’azienda tessile avrebbero raggiunto il piano superiore della ditta adibito a giaciglio per abusarne. Solo al risveglio la donna avrebbe capito di essere stata oggetto di violenza fisica. Ma non ci sono certificati medici a comprovarlo, bensì qualche testimonianza di chi, sentito dai carabinieri, avrebbe notato i tre salire al piano superiore.

I carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata, a conclusione di rapide indagini, a seguito della querela presentata dalla donna cinese di 46 anni, residente a Rimini e domiciliata a Sant’Egidio alla Vibrata, coniugata, operaia, hanno identificato e denunciato per violenza sessuale in consorso Y. L., cinese di 51 anni, e Q. B., pakistano di 36, entrambi residenti a Sant’Egidio alla Vibrata, celibi, operai. I militari diretti dal luogotenente Mario De Nicola avrebbero acquisito concreti elementi di colpevolezza nei confronti dei due operai stranieri i quali, approfittando della stato di ubriachezza della cittadina cinese 46enne e contro la sua volontà, l’avrebbero costretta a subire un rapporto sessuale all’interno del laboratorio artigianale in cui lavorano. (adp)

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