Sant’Omero, la casa di riposo chiude

La struttura per anziani non avrebbe i requisiti di sicurezza per ospitare gli anziani: si cercano sistemazioni alternative
SANT’OMERO. La casa di riposo “Carlo Campanini” di Sant’Omero dovrà chiudere. È quanto emerso, giovedì pomeriggio, nell’incontro in prefettura convocato proprio per discutere del futuro della “Campanini” e a cui hanno preso parte il sindaco di Sant’Omero Andrea Luzii, il candidato sindaco e consigliere di opposizione Giorgio Di Sabatino, l’assessore regionale Piero Fioretti, i sindacati, la Asl e l’Asp 1 di Teramo.
Dal tavolo è infatti scaturita l’impossibilità di mantenere aperta la struttura di Sant’Omero per questioni relative alla sicurezza e di conseguenza gli ospiti della casa di riposo dovranno essere sistemati altrove. È dunque corsa contro il tempo per trovare un’idonea sistemazione ai 23 anziani ricoverati. La prima ipotesi messa sul tavolo è stata quella del trasferimento immediato degli anziani nelle loro famiglie, dove possibile, e nella casa di riposo di Nereto. Un’ipotesi rispetto la quale si sta cercando di guadagnare tempo perché la scuola dell’infanzia di via San Pietro, che sarà inaugurata proprio questa mattina alle 11 dall’amministrazione uscente, potrebbe risolvere temporaneamente il problema. Resta da capire se la Asl, con i suoi tecnici, darà l’ok perché sembrerebbe che i servizi igienici non siano idonei agli anziani e alle loro problematiche. Soldi per costruire un nuovo ricovero non ci sono, l’ipotesi di trasferire la Carlo Campanini in un’ala dell’ospedale di Sant’Omero non è percorribile e resterebbe da valutare l’uso di alcune strutture alberghiere di Sant’Omero, fra cui l’hotel Lago Verde che dovrebbe essere trasformato in una residenza sanitaria assistita. Il tavolo tecnico costituito in prefettura tornerà a riunirsi i primi di giugno, quando sulla questione dovrà esprimersi anche la Regione.
Ma i tempi non sono brevi ed occorre sistemare gli ospiti. E pensare che proprio lo scorso novembre venne scongiurata la chiusura della casa di riposo, a cui venne concesso un finanziamento complessivo di un milione e 600mila euro da Regione Abruzzo, Fondazione Tercas e Comune per rispettare tutte le scadenze di adeguamento antincendio e regolarizzare molte criticità. Finanziamento in seguito al quale l’amministrazione si mise subito all’opera per i lavori. Successivamente la sentenza del tribunale civile di Teramo accertò che la casa di riposo, dove sono al momento garantiti i livelli occupazionali, era di proprietà della Asl di Teramo e non del Comune, per cui l’immobile passò all’azienda sanitaria. In ogni caso la battaglia per la casa di riposo Campanini ha visto Luzii e Di Sabatino lavorare in sinergia, superando gli steccati politici di appartenenza nonostante siano avversari alle prossime amministrative, con l’obiettivo di pensare solo al futuro della struttura.
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