Sanzioni proposte a 23 stabilimenti, è scontro

4 Dicembre 2020

Il Sib: «Accertamenti eseguiti in modo discutibile e senza la presenza dei concessionari»

GIULIANOVA. Il Sib (sindacato italiano balneari), attraverso il presidente provinciale Domizio Scilli, contesta l’accertamento del presunto illecito per occupazione abusiva di area demaniale da parte di 23 titolari di stabilimenti balneari.
L’iter ha avuto inizio nel 2019 quando tecnici comunali e polizia municipale, come prevede la legge, hanno provveduto alla misurazione annuale delle concessioni per la verifica della corretta occupazione degli spazi. Il 10 febbraio 2020 è stata inviata la notizia di reato alla Procura della Repubblica di Teramo dove sono stati riportati i risultati delle misurazioni effettuate. Nella missiva veniva sottolineato che, a seguito dell’arretramento del mare, rispetto al Piano demaniale marittimo comunale la profondità dell’arenile si era estesa fino al 30% e che l’occupazione degli ombrelloni risultava superiore rispetto ai diritti concessori. Questo per 23 stabilimenti. Lo scorso 13 settembre la Procura ha chiesto al Gip l’emissione di un decreto penale di condanna nei confronti dei titolari delle concessioni (pena tre mesi di arresto convertiti in 3.375 euro di ammenda), a distanza di quasi tre mesi il giudice non emette ancora alcun provvedimento.
Secondo il Sib la questione andrebbe inquadrata diversamente: «Dai nominativi emersi, ci sarebbe da rilevare che alcuni stabilimenti non sono soggetti agli addebiti sollevati. Ad esempio per la concessione dell’Inps sarebbe stato denunciato il rappresentante legale Pasquale Tridico quando nel 2019 la concessione era utilizzata da altro soggetto, attraverso l’articolo 45/bis del codice della navigazione, conosciuto dagli uffici comunali. E altre tre concessioni operavano in regime di 45/bis. Evidentemente gli accertamenti non sono stati eseguiti in presenza di gestori, titolari o locatari e si intuisce che a nessuno sia stata contestata l’eventuale occupazione abusiva, anche se minima. Oggi i titolari potrebbero trovarsi a subire una condanna senza aver avuto contezza dell’accertamento. I tecnici comunali asseriscono di aver effettuato due misurazioni a marzo e agosto 2019. Al riguardo esprimiamo dubbi sulla esattezza dei dati in quanto i rilievi andrebbero effettuati nei solstizi di giugno e dicembre con particolare accortezza durante l’alta marea. Se poi le misurazioni sono state effettuate sulla base del Piano demaniale marittimo e a marzo senza la presenza degli ombrelloni, ci sono molti dubbi sull’operato dei tecnici comunali. Peraltro, nell’elenco manca un concessionario abusivo da alcuni anni». (al. al.)
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