Sapar: «Il gioco legale è sicuro quello illecito non si controlla»

13 Marzo 2018

TERAMO. «Il gioco legale è sicuro e tracciato; è quello illecito impossibile da monitorare». Ad affermarlo è Andrea Soriano, presidente della delegazione Abruzzo dell’associazione nazionale Sapar...

TERAMO. «Il gioco legale è sicuro e tracciato; è quello illecito impossibile da monitorare». Ad affermarlo è Andrea Soriano, presidente della delegazione Abruzzo dell’associazione nazionale Sapar (che riunisce i gestori di apparecchiature ricreative), in riferimento all’intenzione del Comune di porre un freno alla ludopatia in città attraverso controlli più serrati su slot machine e sale gioco.
«Questa strumentalizzazione mediatica del fenomeno delle patologie legate all’azzardo deve finire», fa sapere, «soprattutto se non si conosce la materia di cui si parla e che l’amministrazione comunale vorrebbe addirittura limitare». Soriano ricorda che i «videopoker sono illegali da oltre dieci anni, per cui un censimento degli stessi risulta praticamente impossibile». Il presidente della delegazione abruzzese di Sapar usa questo argomento per contestare il dato secondo cui Teramo sia una delle città del centro sud in cui si gioca di più. Il Comune, però, trae dall’analisi sulla diffusione del gioco d’azzardo in città e sull’aumento del numero di pazienti affetti da ludopatia in cura al Sert della Asl la considerazione di dover intervenire con una verifica, da affidare ai vigili urbani, sulle slot machine in funzione sul territorio e con l’adozione di un apposito regolamento che si aggiunga alle norme regionali già esistenti in materia.
È quanto indicato nella relazione programmatica del commissario Luigi Pizzi, che guida l’ente da quando è caduta l’amministrazione. I provvedimenti, stando a quanto riportato nel documento, andranno adottati entro la fine del gestione commissariale che si concluderà, probabilmente a giugno, con la rielezione del consiglio e del nuovo sindaco. Per Soriamo, però, si tratta di mosse sbsgliate. «Finché le amministrazioni locali continueranno ad emanare provvedimenti basati sul populismo e sull’umore del momento, non risolveremo alcun problema», afferma, «se s’intende tutelare il giocatore potenzialmente patologico, non è questa la strada corretta». Secondo lui è necessario un approccio diverso che implichi «attività di formazione e informazione di gestori ed esercenti di locali e sale da gioco e attraverso la collaborazione tra istituzioni e associazioni di categoria». (g.d.m.)