Savona-Teramo, via al processo: in aula citati duecento testimoni

Gli imputati teramani sono l’ex presidente Campitelli e gli ex direttori sportivi Di Giuseppe e Di Nicola Accusati di frode sportiva in concorso per la presunta combine che fece saltare la promozione in B
TERAMO. I tempi della giustizia penale non sono mai quella della vita reale. A sette anni dalla presunta combine di Savona-Teramo, filone abruzzese dell’inchiesta Dirty Soccer partita da Catanzaro e ben presto estesa a gran parte dell’Italia per raccontare un’altra pagina nera di calcio e scandali, a Rimini qualche giorno fa si è aperto il processo in cui sono imputati l’ex presidente del Teramo Calcio Luciano Campitelli, l’ex direttore sportivo del Teramo Calcio Marcello Di Giuseppe e l’ex direttore sportivo dell’Aquila calcio Ercole Di Nicola. L’accusa per tutti è di frode sportiva in concorso. Nel procedimento, che si apre dovendo fare i conti con i tempi della prescrizione che in questo caso sono vicinissimi, il collegio ha ammesso oltre duecento testi tra quelli citati dalla Pubblica Accusa e quelli delle difese. E così se la giustizia sportiva ormai da tempo ha emesso i suoi verdetti con, all’epoca, la revoca della promozione in serie B del Teramo calcio e varie squalifiche personali, quella penale comincia il suo percorso in aula. Prossima udienza il 30 maggio. Campitelli è assistito dagli avvocati Anna Rodino Toscano e Stefano Maranella, Di Giuseppe dall’avvocato Libera D’Amelio e Di Nicola dall’avvocato D’Amelio con l’avvocato Maurilio Prioreschi
Il caso è arrivato a Rimini dopo che l’anno scorso così ha deciso il gip di Savona, accogliendo l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata con forza dalla difesa di Di Giuseppe e Di Nicola (l’avvocato D’Amelio). Un provvedimento, quello adottato dal gip di Savona, che nei fatti ha seguito quello già adottato dal collega di Catanzaro che all’epoca ha ritenuto di accogliere l’eccezione presentata dalle varie difese degli indagati dell’inchiesta madre e riguardante il reato più grave contestato, ovvero l’associazione per delinquere (in questo caso ipotizzata solo nei confronti di Di Nicola), di competenza del tribunale di Rimini. L'operazione Dirty Soccer era scattata nel maggio del 2015 e aveva portato all'arresto di 50 persone e a 70 indagati. Per la Dda di Catanzaro sarebbe stata organizzata una serie di combine di partite di calcio dei campionati di Lega Pro e serie D nella stagione 2014-15. Dell'organizzazione avrebbero fatto parte giocatori, allenatori e direttori sportivi che, sempre secondo l’accusa, avrebbero alterato i risultati di alcuni match con lo scopo di realizzare vincite attraverso il sistema delle scommesse. Secondo la ricostruzione fatta all’epoca dagli investigatori, sarebbe stato di 30mila euro il prezzo della presunta combine organizzata per truccare la partita di calcio Savona-Teramo disputata nel maggio del 2015 nell'ambito del campionato di Lega Pro, che aveva permesso al Teramo calcio di ottenere la promozione in serie B con una giornata di anticipo. Accuse che, nel corso degli anni, sono state sempre respinte dagli indagati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

