«Sbagliati i commenti positivi allo stop alla Coppa Interamnia»

4 Aprile 2020

TERAMO. «Il legame tra la città e a Coppa Interamnia va ricostruito». A sottolinearlo è il capogruppo del Pd in Comune Luca Pilotti alla luce delle reazioni social all’annuncio che quest’anno, a...

TERAMO. «Il legame tra la città e a Coppa Interamnia va ricostruito». A sottolinearlo è il capogruppo del Pd in Comune Luca Pilotti alla luce delle reazioni social all’annuncio che quest’anno, a causa dell’emergenza coronavirus, salterà la 48ª edizione del torneo internazionale di pallamano giovanile. Il rappresentante della maggioranza si dice colpito non tanto dalla rinuncia all’evento comunicata dal suo ideatore e organizzatore Pierluigi Montauti, quanto dai giudizi. «Ho letto anche dei commenti, tanti, troppi, negativi nei confronti di questa manifestazione», osserva, «ho avvertito che questa notizia è stata accolta da molti quasi con un senso di liberazione». Si tratta secondo lui dell’ennesimo segnale d’interruzione del feeling tra la città e la Coppa.
«Non starò qui ad analizzare e a disquisire sui motivi che hanno determinato una tale situazione, ma credo che sia sbagliato, profondamente sbagliato», rileva. A detta di Pilotti non sono state comprese o sono state perse di vista nel tempo le «enormi potenzialità che una manifestazione del genere reca in sé a tutti i livelli: sociale, sportivo, economico». La Coppa Interamnia offre e potrebbe farlo con ancora maggiore efficacia, secondo il consigliere Dem «una vetrina non solo cittadina, ma dell’intero territorio provinciale, un volano di sviluppo capace di proiettare Teramo al di là degli angusti confini di una piccola provincia e di proiettarla su una ribalta internazionale di largo, larghissimo respiro, con importanti ed ancora inesplorate ricadute». Potenzialità «colte molto meglio altrove» spiega Pilotti riferendosi ai riconoscimenti attribuiti alla manifestazione dall’Unicef o da Amnesty International all’Interamnia. È necessario, insomma, che «Teramo si riappropri con orgoglio della Coppa Interamnia», ma perché ciò avvenga è altrettanto ineludibile che la manifestazione «si apra al territorio, ai teramani, alle energie produttive e che sappia ricostruire quel fil rouge che si è spezzato, diventare qualcosa di diverso e di altro da ciò che è oggi: un contenitore capace di attrarre a sé, oltre all’evento sportivo in senso stretto, eventi culturali, mostre tematiche, “eventi nell’evento” capaci di riaccendere l’entusiasmo, di innescare un volano turistico, di valorizzare gli aspetti più salienti del nostro territorio, da quelli enogastronomici alle bellezze naturalistiche e artistiche».
Va dunque creato, secondo il consigliere, «un sistema di scambio virtuoso» tra l’evento e le realtà con cui entra in contatto. Serve, però, programmazione. «Occorre la capacità di unire talenti e professionalità diversi, di coinvolgere operatori economici, enti, università, aziende, terzo settore, associazioni di categoria», conclude Pilotti, «e percorrere insomma la via tracciata dalla odierna amministrazione assieme alla dirigenza della Coppa». (g.d.m.)
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