Sbalzato dalla macchina in corsa Risarcito dopo 13 anni di cause

Si sporge dal tettuccio apribile della macchina per un malore, la conducente frena e lui finisce a terra Teramano vince la battaglia contro la compagnia di assicurazione che non gli riconosceva i danni
TERAMO. Ci sono voluti 13 anni scanditi dal cambio di ben tre giudici civili e una battaglia a colpi di consulenze tecniche per ottenere un risarcimento dalla compagnia di assicurazione. Perché un giudice civile ha stabilito che il giovane teramano rimasto ferito dopo essere stato sbalzato dal tettuccio apribile della vettura in cui era passeggero va risarcito anche nel caso in cui non ci sia stato uno scontro con un altro veicolo. Così ha deciso il giudice onorario Francesca Di Bari dopo aver affidato varie consulenze tecniche. Il danneggiato sarà risarcito con una somma di circa 65mila euro.
Il giovane, all’epoca dei fatti poco più che ventenne, quel giorno era nella vettura condotta da un’amica. Si trovava sul sedile posteriore nella macchina con il tettuccio apribile e in quel momento aperto. Non si sentiva bene e in quell’attimo si alzò in piedi sul sedile posteriore per sporgersi dal tettuccio aperto e vomitare. La conducente, dopo essersene accorta, bloccò il veicolo e questa manovra fece sbalzare il giovane fuori dalla macchina facendolo finire a terra con la conseguenza di vari traumi. «La consulenza tecnica», si legge nella sentenza, «ha offerto la possibilità di verificare la verosomiglianza della dinamica narrata dal ricorrente attraverso una ricostruzione rappresentata anche visivamente mediante riproduzioni fotografiche che consentono di ritenere sicuramente possibile l’accadimento del sinistro come descritto nell’atto introduttivo del giudizio. Se il corpo del ricorrente era fuori dall’abitacolo per circa 90 centimetri e nella parte di maggior peso, è del tutto verosimile che per effetto del contraccolpo subito dal corpo, in precario stato di equilibrio, dalla frenata del veicolo lo stesso fosse sbalzato fuori finendo a terra. Tanto fu favorito anche dalla ridotte dimensioni del veicolo che non offrivano né la possibilità di bloccare parte del corpo piegandosi sul resto del tetto di esso né di attutire la caduta finendo prima sul cofano anteriore della vettura che, per le sue caratteristiche di piccola monovolume, è addirittura sfornita di vero e proprio cofano anteriore e tanto spiega anche la mancanza di tracce di uro del corpo sul veicolo» . Il giudice non esclude un concorso di colpa scrivendo: «Non va sottaciuto che al verificarsi dell’incidente avesse concorso anche la condotta palesemente imprudente del danneggiato il quale avrebbe potuto chiedere al conducente di fermarsi». Il giovane è stato assistito dall’avvocato Sigmar Frattarelli che dice: «È stato riconosciuto il principio per cui il trasportato ha diritto di essere risarcito anche nel caso in cui non ci sia stato scontro tra i veicoli ma i danni sono comunque stati causati da una condotta imprudente del conducente».
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