Sbranchella ha deciso, sfiderà Di Pietro

Guiderà la lista con l’attuale opposizione in cui c’è un pezzo del Pd. L’altra parte del partito si schiera con il sindaco uscente
CIVITELLA . È ufficiale, il vice preside della Scuola Primo Levi di Sant’Egidio Andrea Sbranchella ha sciolto le riserve. Si candiderà in Comune alla guida di una lista civica affiancato dall'attuale opposizione di cui fanno parte Giuseppe Zunica del Pd, Stefano Tucci di recente passato ad Articolo1 e Luca D'Alessio di Forza Italia. Con loro ci sarà anche l’ex consigliere Stefano Di Filippo, ma il dato rilevante resta che i Dem anche questa volta si presenteranno divisi all’appuntamento con le urne.
Il sindaco Cristina Di Pietro, infatti, venerdì sera ha incontrato, insieme al suo vice Mario Tulini e ad altri esponenti di maggioranza, il segretario del Pd Stefano Speca con cui ha trovato l’accordo elettorale. Mercoledì saranno ufficializzati dunque i tre nomi Dem che saranno candidati con il primo cittadino uscente. Di Pietro ha ribadito, comunque, che la sua è e rimane una lista civica aperta a tutti. Nel frattempo la minoranza spiega la scelta di riproporsi con un progetto alternativo a quello dell’amministrazione. «La spinta scaturisce dal dovere di continuare a dare rappresentanza agli oltre duemila elettori che nelle scorse consultazioni concentrarono i consensi sulle tre forze di opposizione», fa sapere, «generando una singolare situazione istituzionale che ha visto in questi cinque anni, un consiglio costituito da una maggioranza con meno voti in valore assoluto della minoranza». I tre esponenti dell’opposizione chiariscono di aver lavorato «insieme ad un largo comitato promotore, tessendo e ricucendo un quadro politico comunale in disfacimento». I consiglieri chiariscono che «abbiamo sentito il dovere di far ritornare a scorrere la politica e la democrazia nel nostro Comune: l’elemento aggregante e garante di questo ragionamento politico, si è trovato nella figura di Andrea Sbranchella, primo collaboratore di dirigenza scolastica e persona dall’alto profilo personale e professionale che ha accettato di mettere al servizio della comunità le sue capacità». I tre gruppi di minoranza, dunque, hanno «trovato convergenza sulla sua figura senza nessuna rivendicazione o pretesa nel massimo spirito di collaborazione, in modo inclusivo, coscienti di aggregare anime politiche differenti ma unite in un civismo non di facciata». Da parte loro c’è, insomma, la «consapevolezza di aver dato vita ad un progetto politico robusto, capace di concorrere alla pari nelle elezioni e soprattutto capace di garantire rappresentanza ed unità territoriale, governabilità e politiche di lungo termine al nostro Comune. In questi anni, troppo spesso, diritti primari dei cittadini come viabilità, ricostruzione di case dopo terremoti e frane, scuola, sono stati fatti passare per titanici favori dell’amministrazione o di enti sovraordinati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

