Scatta il presidio fisso a difesa dell’ospedale Già cento adesioni

Il Comune autorizza l’installazione del gabezo informativo ed è subito un successo. Esulta Il comitato promotore
GIULIANOVA. Finalmente il Comune ha dato le autorizzazioni e ieri mattina il comitato intercomunale per la difesa dell’ospedale ha potuto allestire il piccolo gazebo dove si terrà il presidio permanente informativo. E nonostante la coda polemica per il ritardo dei permessi da parte degli uffici tecnici, il presidio è stato subito un successo visto che dopo appena quattro ore dall’avvio sono stati registrati oltre 100 moduli di adesione da parte di utenti, molti dei quali sono arrivati davanti al Maria Santissima solo per firmare l’appello.
«Quando saranno operativi tutti i comitati sparsi nei diversi comuni», dice Fabio Raschiatore, esponente del comitato «diventeremo migliaia in difesa dell'ospedale della costa, e allora la Regione dovrà cambiare programmi». Il comitato intercomunale contesta l’ospedale unico provinciale e vuole battersi per avere due ospedali di primo livello, uno a Teramo e l’altro sulla costa. «Noi, tutti insieme, faremo valere i nostri diritti», spiega il portavoce Pablo Ghaderi, «e per salvaguardare la nostra salute ed il nostro benessere».
Intanto monta la polemica in vista del possibile accorpamento di alcuni reparti. «Da fonti sicure apprendiamo che i vertici della Asl vogliono accorpare Ortopedia e Chirurgia in ort-chirurgia day-surgery o decisionale», rivela Raschiatore, «ciò vuol dire che il nostro ospedale perderà due reparti ben funzionanti che ad oggi effettuano interventi di ogni genere dalle protesi alle fratture. Vogliono nascondere l'accorpamento motivando la carenza di personale per la turnazione delle ferie, ma la realtà», continua Raschiatore, «è che nell'ospedale di Giulianova non c'è carenza di personale e le ferie sono già tutte programmate. L’accorpamento accentuerebbe i problemi in quanto verrebbero trasferiti 12 infermieri ad Atri. Un modo per depotenziare il nostro ospedale a favore di quello atriano».
MIrella Lelli
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