Schianto fatale prima delle nozze La guidatrice patteggia un anno

8 Febbraio 2018

La vittima Nicola Puliti era un conosciutissimo calciatore dilettante e dipendente del circolo tennis L’incidente a San Nicolò: il giovane in sella ad uno scooter finì contro un’auto che stava svoltando

IL 2 settembreTERAMO. Era già tutto pronto per il matrimonio perchè Nicola Puliti, 29 anni, grande appassionato di calcio, avrebbe dovuto sposarsi un mese dopo. Quel pomeriggio del 3 agosto del 2016 lo scooter su cui viaggiava si schiantò con una macchina e per il giovane teramano non ci fu nulla da fare. Alla guida della vettura c’era M.G., una donna teramana, che ieri ha patteggiato un anno (pena sospesa) per omicidio stradale davanti al gup Roberto Veneziano. La donna era assistita dall’avvocato Renzo Di Sabatino, in aula con l’ avvocato Luca Di Eugenio (che rappresenta i familiari della vittima anche se con il rito del patteggiamento non è prevista la costituzione di parte civile).
L’incidente avvenne sulla statale 80, a San Nicolò a Tordino. Il giovane, che procedeva in direzione Teramo, si scontrò con la vettura guidata dalla donna che stava girando a sinistra per entrare nel negozio di elettronica Trony. Nell'urto il ragazzo, che indossava il casco, venne sbalzato sull'asfalto. Puliti era molto conosciuto in città: da tempo lavorava al circolo tennis "Costante Bernardini" e negli anni era diventato il factotum degli impianti della Gammarana. Era anche un grande appassionato di calcio e dopo aver militato in seconda categoria con il Castagneto, giocava in terza categoria nella squadra "Città di Teramo”. Il papà Eros è un conosciutissimo parrucchiere teramano. Il 2 settembre di quell’anno avrebbe dovuto sposarsi con la sua Valeria e in quei drammatici giorni dell’incidente sulle cronache rimbalzò la foto di loro due felici sulla terrazza del municipio dopo essersi scambiati la promessa di matrimonio. Un mese dopo, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto essere celebrato il matrimonio, la sua fidanzata scrisse una lettera per ricordarlo. Restano le sue parole: «Oggi finalmente saremo diventati quello che sognavamo da tanto: diventare marito e moglie, anche se per noi già lo eravamo. Un sogno che ci ha legati stretti mettendo ogni giorno un mattone sopra l'altro in modo da creare una solida famiglia; solo nostra come la immaginavo: io te e due pesti: un maschietto e una femminuccia circondati e viziati da una grande forza: il nostro immenso amore. Non vedevo l'ora di vederti all'altare bello come il sole e con quel vestito che mi avevi tenuto nascosto, e io di farti vedere finalmente che il mio non era fucsia come ti avevo fatto credere. Non vedevamo l'ora di partire per quella meta, scelta da te, e prendere finalmente l'aereo, sempre immaginato e mai preso da te. Invece tutto si è spento a 20 giorni dalla nostra promessa e a un mese dal nostro "si", senza un motivo nè una ragione».(d.p.)
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