Sciacalli negli allevamenti offrono 100 euro a mucca
L’assessore Pepe stima che in provincia siano danneggiate tremila aziende «Commercianti senza scrupoli prendono di mira chi ha le stalle crollate»
TERAMO. «Ho visto piangere gli allevatori davanti ai capi morti. So di che parlo, i miei genitori erano agricoltori, e per un allevatore crescere per anni un vitellino è quasi come far crescere un figlio». A parlare è l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe, in questi giorni impegnato nel gestire l’emergenza zootecnica causata dal micidiale cocktail di neve e terremoto.
L’assessore calcola che grosso modo delle 38mila aziende del settore in Abruzzo, quasi quattromila hanno riportato danni, e l’80% si trova a Teramo. La stima è ancora in corso, anche perchè molti posti sono ancora difficilmente raggiungibili. «Ma grazie anche i veterinari della Asl, dell’università, dello Zooprofilattico, alle associazioni di categoria, a quelle professionali, alla Forestale e a tanti altri tentiamo di stare loro vicini, perchè sentano una voce amica che può aiutarli a riprendersi, per un aiuto morale, oltre che pratico».
Anche perchè, segnala Pepe, sono già iniziate le azioni di sciacallaggio. «Commercianti di animali sono passati dagli allevatori che hanno le stalle crollate o comunque sono in difficoltà e hanno offerto di comprare i capi a 100-150 euro l’uno. E’ una situazione brutta, sono riprovevoli azioni di sciacallaggio». Al problema delle stalle crollate sotto la neve si aggiunge anche quello della mungitura. Le macchine senza elettricità sono inservibili e il carburante dei gruppi elettrogeni dopo un po’ è finito. Anche in questo, oltre che per il fieno, sono stati utili i soccorsi. Le mucche, infatti, se non vengono munte si ammalano di mastite.
Pepe non si avventura in stime di danni, ma dice che si prepara a ragionare in decine di milioni di euro. L’assessore lavora in stretto contatto con il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, e sta vedendo se è possibile indennizzare i capi morti nei comuni del cratere con 500 euro ogni bovino e 50-60 euro ogni ovino. Si sta vedendo anche di mettere in carico alla Protezione civile le spese per lo smaltimento delle carcasse. Ce ne sono tante: 3mila i maiali dei Salumieri di Castel Castagna, centinaia i polli dell’Amadori, più un altro migliaio fra capi bovini, ovini ed equini. Di questo argomento si è occupato l’altroieri il comitato per le emergenze zootecniche, presieduto da Pepe. «Abbiamo focalizzato l’attenzione sulla priorità delle priorità in questo momento», informa il consigliere regionale Sandro Mariani, «rappresentata dalla rimozione e dallo smaltimento delle migliaia di carcasse di animali deceduti a causa del combinato disposto emergenza neve e sisma. Le oltre 400 segnalazioni pervenute, ci fanno riflettere su quanto sia disperata la situazione della zootecnia in questo momento nella nostra regione. Nei prossimi giorni emergerà con violenza il calcolo di danni che hanno segnato profondamente il tessuto economico del comparto agricolo della provincia di Teramo e nei confronti del quale dovremo avere la massima attenzione, per evitarne il crollo definitivo».
Servono dunque sostegni immediati. «Intanto abbiamo chiesto di sbloccare pagamenti relativi alla politica agricola comunitaria fermi da mesi: il ministro ha assicurato entro febbraio arriveranno nei conti correnti», afferma Pepe.
Capitolo collegato è quello dell’agricoltura: i danni più evidenti sono agli uliveti, ma sono cadute a terra anche alcune vigne, oltre ovviamente ai danni causati dalle gelate ai prodotti ortofrutticoli. «Anche in questo caso non possiamo fare stime: bisogna ancora ad esempio considerare quel che è accaduto alla viabilità rurale o ai sistemi di irrigazione dei Consorzi di bonifica, ma parliamo di decine di milioni di euro», conclude Pepe.
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