«Sconcerta che la Regione si chiami fuori»

1 Maggio 2019

TERAMO. «Appare inaccettabile e sconcertante, infatti, che la Regione Abruzzo, per il tramite del governatore Marsilio, affermi di non avere “competenze dirette” in merito alla questione della...

TERAMO. «Appare inaccettabile e sconcertante, infatti, che la Regione Abruzzo, per il tramite del governatore Marsilio, affermi di non avere “competenze dirette” in merito alla questione della sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso», dichiara il deputato Fabio Berardini del Movimento 5 Stelle. Berardini ricorda che il comma 1 dell'articolo 94 del Codice dell’ambiente dispone precise competenze in carico alle Regioni per la sicurezza delle acque destinate al consumo umano. «La Regione Abruzzo, infatti, da 13 anni è in violazione di legge in quanto non ha mai approvato il piano delle aree di salvaguardia imposto dal Codice», continua il deputato, che poi riporta quanto scritto da Augusto de Sanctis per la Mobilitazione per l'Acqua del Gran Sasso nella lettera aperta alla Regione Abruzzo: «Lo studio per le aree di salvaguardia sarebbe stato già commissionato e sarebbe rimasto chiuso in qualche cassetto della Regione in attesa di approvazione».
Per quanto riguarda, invece, la sicurezza dei laboratori del Gran SassoBerardini scrive di aver «personalmente inviato un accesso agli atti presso il comitato tecnico della direzione regionale abruzzese dei vigili del fuoco per acquisire tutta la documentazione riguardante l’ultimo rapporto di sicurezza e le ultime ispezioni effettuate. Sarà necessario, per questo motivo, interessare anche il ministero dell’Interno al tavolo interministeriale per la definitiva messa in sicurezza dell’acquifero».