Sconfitta in Provincia Tancredi: «La colpa è di D’Annuntiis»

Il coordinatore dell’Ncd invita il sindaco a dimettersi da vicepresidente dell’Anci. Critiche anche a Rasicci
TERAMO. E' arrivato il momento della resa dei conti nel centrodestra. A una settimana dalla sconfitta nelle elezioni provinciali , il deputato e coordinatore teramano dell'Ncd Paolo Tancredi mette alla sbarra sindaci e consiglieri della Val Vibrata. ll principale imputato del ribaltone che ha dilapidato il vantaggio elettorale della coalizione è il primo cittadino di Corropoli Umberto D'Annuntiis. «Deve immediatamente dimettersi da vicepresidente regionale dell'associazione dei Comuni italiani», attacca Tancredi, «perché non ci rappresenta più in quella sede».
La rinuncia all'incarico, che gli era stato assegnato nelle imminenze del voto di due domeniche fa proprio nel tentativo di arginare i malumori vibratiani, secondo il parlamentare sarebbe un «gesto di signorilità» con il quale D'Annuntiis si eviderebbe anche le forche caudine della sfiducia. Tancredi abbandona la cautela e indica nel voltafaccia della Val Vibrata, il vero «fatto politico grave» che ha determinato la sconfitta. L'amarezza per la mancata candidatura di D'Annuntiis, superato dal primo cittadino atriano Gabriele Astolfi, non sarebbe stata una motivazione valida per giustificare il tradimento. «A Corropoli e Colonnella», scandisce Tancredi con i dati alla mano, «solo due dei 12 nostri elettori hanno votato per il candidato del centrodestra». Le rimostranze vibratiane risulterebbero ancor più ingiustificate considerando l'assetto della passata amministrazione provinciale. «La Val Vibrata era la zona più e meglio rappresentata», fa notare il coordinatore dell'Ncd, «con tre assessori a cui sono state assegnate deleghe importanti e la vicepresidenza».
Per questo Tancredi considera incomprensibile anche l'uscita polemica dell'ex assessore e vicepresidente della Provincia, il vibratiano Renato Rasicci, che dopo le elezioni si è scagliato contro la dirigenza di Forza Italia e del centrodestra. «Si è messo contro se stesso», osserva, «forse è vittima di uno sdoppiamento della personalità». ll deputato parla di «posizioni meschine» e «personalismi» ma evidenzia anche un limite nella strategia del suo partito. «La candidatura a presidente è stata espressione dell'area di Paolo Gatti», afferma, «abbiamo lasciato la scelta a Forza Italia forse con troppa remissività rispetto ai nostri candidati». Secondo il deputato, tra l'altro, Maurizio Brucchi in veste di coordinatore di Fi non avrebbe potuto fare di più per risolvere senza traumi il confronto Astfolfi-D'Annuntiis: «Ha convocato quattro assemblee dei sindaci concluse con una votazione».
In ogni caso le preferenze dell'Ncd erano per il sindaco di Atri. «D'Annuntiis sarebbe stato un candidato impossibile», incalza Tancredi, «si è schierato contro il centrodestra in tutte le circostanze». Cita ad esempio la fronda guidata quattro mesi dal sindaco di Corropoli sul bilancio e la nomina dei revisori del Ruzzo. Sulla sconfitta elettorale hanno pesato anche i due voti in meno incassati da Astolfi a Teramo. «Questi però sfuggono a una valutazione politica: derivano da questioni personali», conclude Tancredi, «anche se testimoniano che in maggioranza non c'è il clima idilliaco di un tempo».
Gennaro Della Monica
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