Scontro sul bilancio, il problema è ripianare lo scoperto bancario

TERAMO. I debiti del Comune sono stati al centro del confronto in commissione sul bilancio di previsione. La questione, già affrontata nell'ultimo consiglio, dell'anticipazione di cassa arrivata...
TERAMO. I debiti del Comune sono stati al centro del confronto in commissione sul bilancio di previsione. La questione, già affrontata nell'ultimo consiglio, dell'anticipazione di cassa arrivata quest'anno a oltre 15 milioni di euro e che ha fatto scattare la richiesta di chiarimenti da parte della Corte dei conti è riemersa nella riunione di ieri della commissione consiliare come uno degli elementi controversi del documento contabile.
L'amministrazione lo porterà in aula all’esame del consiglio a inizio novembre, quando mancheranno due mesi alla fine dell'anno e dunque più che un preventivo si tratterà di un consuntivo. Secondo il vice sindaco e assessore alle finanze Alfonso Di Sabatino Martina, però, le nuove disposizioni indicano una valenza triennale per gli atti di programmazione economica: di conseguenza le indicazioni contenute nell'atto, a cominciare dalle misure per frenare l'anticipazione di cassa, assumeranno valore nel 2018 e nell'anno successivo. Lo scoperto bancario per avere liquidità e affrontare le spese correnti determina una rigidità di spesa che, a detta dell'amministratore, tenderà a diminuire nel prossimo biennio confermando la scelta di salvaguardare servizi scolastici e sociali.
«A meno che non si vogliano imporre tagli lineari», ha evidenziato Di Sabatino Martina, «non c'è altra soluzione a quelle che abbiamo indicato per ridurre la criticità». Per colmare il disavanzo l'amministrazione utilizzerà fondi che sarebbero stati destinati a investimenti. «Qualsiasi entrata andrà a coprire il buco di bilancio», fa notare il consigliere di opposizione Gianguido D'Alberto, capogruppo di "Insieme possiamo", «compresi i 2,5 milioni del risarcimento assicurativi per i danni causati da calamità naturali». Questo dato, secondo il consigliere di minoranza, è emblematico della «situazione drammatica in cui si trova il bilancio» e altrettanto significativo è il richiamo del revisori dei conti alla mancanza di indicazioni chiare su progetti, cronoprogrammi e studi di fattibilità nel piano delle opere pubbliche. D'Alberto, che nella seduta di ieri insieme a Paola Cardelli «è stato tra i più critici nei confronti del documento contabile, riaccende anche la questione politica in maggioranza legandola alla scansione triennale della programmazione economica. «Quale credibilità può avere se non c'è più una coalizione di governo?», domanda. Secondo il consigliere, gruppi di centrodestra tra cui "Futuro in"che fa riferimento a Paolo Gatti hanno lasciato intendere che «dopo l'approvazione del bilancio si può tornare a casa». L'amministrazione, dunque, sarebbe priva della minima forza politica per dare sostanza e affidabilità alle proprie strategie. Di Sabatino non la pensa allo stesso modo. «L'amministrazione è stata eletta e ha un ruolo determinante», conclude, «se in maggioranza qualcuno ritiene il contrario, lo deve dire apertamente». (g.d.m.)
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