Scoperti lavori non autorizzati nella mini-diga sul fiume Vomano

9 Settembre 2021

Atri, la ditta esecutrice si è giustificata con l’esigenza di contenere «una continua e grave erosione» Gli ambientalisti: «È un progetto che andrebbe fermato, la Regione con conceda ulteriori sanatorie»

ATRI. «Il nuovo sbarramento idroelettrico in corso di realizzazione nella discarica di Santa Lucia sul fiume Vomano, tra i territori di Atri e Roseto, ha rischiato il cedimento, e il Genio civile e i carabinieri forestali hanno scoperto interventi difformi dal progetto approvato». A segnalare la criticità in una nota è la Stazione ornitologica abruzzese (Soa) Onlus, che critica il comitato Via (valutazione di impatto ambientale) della Regione Abruzzo per come ha gestito il problema.
Lo scorso anno il Comune di Atri aveva espresso preoccupazione per la sicurezza dell’opera e l’incolumità dei cittadini e dei lavoratori a valle dello sbarramento. La ditta esecutrice, la Roseto Energia, è intervenuta a marzo 2021 con un intervento urgente che è stato scoperto solo a posteriori, in aprile, dal Genio civile e dai carabinieri forestali mediante un controllo. «È l'ennesima e incredibile vicenda», scrive la Soa, «che tocca un impianto su cui avevamo già segnalato nel 2020 pesanti irregolarità, confermate anche allora dai carabinieri forestali e poi “sanate” a posteriori dal comitato Via regionale, che il 3 dicembre 2020 ha semplicemente comminato una sanzione di 35mila euro alla ditta».
Il Genio civile di Teramo in un sopralluogo del 14 aprile 2021, svolto insieme ai forestali, ha segnalato agli enti ulteriori interventi «difformi dal progetto», in particolare la realizzazione di “una soletta di calcestruzzo con uno spessore di circa 50 centimetri”, per la cui costruzione sono stati “utilizzati circa 200 metri cubi di calcestruzzo, oltre all’imprecisabile materiale ghiaioso sottostante”. «La ditta è stata quindi diffidata dal comitato Via che però, invece di imporre il ripristino oppure lo stop al cantiere e la rivalutazione del progetto», continua la Stazione ornitologica, «ha semplicemente invitato la ditta a modificare a posteriori lo studio preliminare ambientale, usando in maniera del tutto fuorviante una norma che invece prevede la demolizione delle opere difformi. L'azienda il 30 luglio 2021 per giustificare queste opere ha depositato un documento parlando di “problema imprevedibile” e che “importanti quanto improvvisi rilasci di acqua a monte, unitamente ad alcuni eventi meteorici significativi, hanno conferito all’acqua in transito una grande energia cinetica e hanno provocato una continua e grave erosione”. Viene da chiedersi come sia possibile che per un'opera idraulica di tali dimensioni non si sia tenuto conto del problema dell'erosione, una delle questioni principali da affrontare su un fiume in qualsiasi progetto».
La Soa ha chiesto alla Regione di non concedere ulteriori sanatorie a posteriori per un progetto che, secondo l’associazione ambientalista, dovrebbe essere fermato. «Infine ci chiediamo», conclude la nota, «cosa stia facendo la Procura di Teramo, a cui da oltre 12 mesi inviamo dettagliati esposti, confermati dall'esito dei sopralluoghi dei carabinieri forestali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA