Scoppia il caso Atri. Il comitato genitori: «Non riaprite primaria e materna»

11 Agosto 2017

«Un finanziamento di poco meno di 2.400.000 euro, stanziato per la messa in sicurezza ed adeguamento alle norme antisismiche dell'edificio (nella foto) che ospita la scuola materna e la scuola...

«Un finanziamento di poco meno di 2.400.000 euro, stanziato per la messa in sicurezza ed adeguamento alle norme antisismiche dell'edificio (nella foto) che ospita la scuola materna e la scuola elementare di Atri, potrebbe andar perduto in quanto i lavori, non hanno ancora avuto inizio». La denuncia viene dal comitato genitori scuole sicure di Atri, che nella nota continua: «Come può il sindaco continuare ad asserire che i lavori stanno proseguendo regolarmente?
Non è forse vero che si è resa necessaria una rielaborazione del progetto da parte del direttore dei lavori Andrea Bagagli e che attualmente tale nuova versione del progetto è in fase di esame presso il Genio civile di Teramo? Se ciò fosse vero, dove si ritiene che debbano i nostri figli frequentare le lezioni nell’anno scolastico che sta per iniziare? Riteniamo che la situazione di disagio e di pericolo, inizialmente paventato come provvisorio e di breve durata, in cui i bambini si sono trovati da gennaio fino a giugno sia assolutamente improponibile per l’anno scolastico che sta per iniziare, sottolineando che verosimilmente nessuno sia al momento in grado di dire se e quando questi lavori avranno inizio». Per il comitato è «inquietante e sicuramente da scongiurare l'ipotesi che i bambini trascorrano un nuovo intero anno scolastico all'interno di quello stesso edificio», che descrivono così: «edificio degli anni 30; vulnerabilità sismica prossima allo 0; cumulo di macerie dal crollo della palestra nel 2012 confinante con la parete della scuola materna ormai ricettacolo di ogni lordura; mancanza del Cpi; serbatoio dell’acqua potabile posto in luogo non sicuro e accessibile in ogni momento da chiunque; soffitti senza intonaco».
Per questo il comitato atriano chiede aiuto con una lettera-appello al presidente della Regione Abruzzo, «affinché vengano trovate situazioni alternative per far sì che i bambini possano frequentare la scuola in sicurezza e serenità».