Scovati 186 furbetti in 5 mesi: truffa da un milione allo Stato

8 Agosto 2023

Tra i denunciati molti hanno omesso di dichiarare conti bancari o di avere delle polizze vita Sotto accusa tanti stranieri che hanno certificato falsamente di vivere in Italia da oltre dieci anni

TERAMO. Nei giorni dello stop definitivo, degli sms dell’Inps a chi da un momento all’altro si ritrova senza e dell’allarme sociale lanciato da sindacati e Comuni, i numeri delle violazioni restano a scandire il reddito di cittadinanza nelle statistiche delle forze dell’ordine e delle Procure. Come i 186 furbetti scovati dai carabinieri del comando provinciale di Teramo nei primi cinque mesi dell’anno e che, per l’accusa, hanno messo insieme un danno complessivo nei confronti dell’erario di un milione. Una truffa allo Stato anche se, a livello penale, l’ipotesi di reato contestata in questi casi ormai è cambiata.
Infatti l’ipotesi di reato, prevista inizialmente come truffa e poi come indebita percezione di erogazioni pubbliche, è stata meglio definita nel decreto legge del 28 gennaio 2019 coordinato con la legge di conversione del 28 marzo 2019 riguardante proprio le disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e pensioni che all’articolo 7 stabilisce: «Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, alfine di ottenere indebitamente il beneficio rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni».
Dei 186 denunciati dai carabinieri, 147 sono stranieri che hanno falsamente attestato di risiedere in Italia da almeno 10 anni: requisito indispensabile per consentire ai cittadini stranieri e disoccupati di percepire il reddito di cittadinanza. Lo hanno fatto, spesso, invertendo sulla richiesta il nome con il cognome e pensando che questo stratagemma potesse servire a superare i controlli. Gli altri sono italiani che, hanno scoperto gli accertamenti dei carabinieri, hanno dichiarato di avere redditi inferiori a quelli effettivi per poter percepire le indennità. Lo hanno fatto omettendo di dichiarare accantonamenti bancari o polizze vita con l’opzione di accumulo di denaro da liquidare a scadenza della polizza. L’attività investigativa dei carabinieri del comando provinciale, guidato dal colonnello Pasquale Saccone, è stata coordinata a livello provinciale dal reparto operativo e condotta dalle singole stazioni dei carabinieri con i militari del Nil, il nucleo che si occupa della tutela del lavoro. Un lavoro certosino fatto di riscontri incrociati tra i dati degli uffici comunali e quelli dell’Inps.
Nel Teramano la lotta ai furbetti del reddito di cittadinanza è iniziata da anni, da quando la misura è stata introdotta. Tanto è vero che per molti ci sono fascicoli giudiziari già in fase dibattimentale e per tanti altri già definiti con richieste di rinvio a giudizio con i tanti accusati che hanno fatto ricorso a riti alternativi.
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