Scuola, 800 precari in provincia: «Battaglia per garantire i diritti»

21 Aprile 2022

La Flc Cgil lancia la vertenza per assegnare il bonus da 500 euro anche agli insegnanti non di ruolo Il sindacato si conferma primo, con consensi in crescita, nelle elezioni per le rappresentanze unitarie

TERAMO. Risultati, obiettivi e battaglie: la Flc Cgil di Teramo fa il punto sul mondo della scuola a pochi giorni di distanza dal voto per il rinnovo delle Rsu. E il punto passa dai numeri che, andando oltre la freddezza di dati e percentuali, parla di crescita di consensi per il sindacato fra docenti e personale Ata e di un precariato diffuso bisognoso di sostegno. Ieri mattina Sergio Sorella, segretario Flc Cgil, Andrea Di Marco e Alessandra Palombaro della segreteria Flc, e Gianna Cortellini, responsabile della formazione Cgil, hanno illustrato i risultati ottenuti con le recenti elezioni e lo stato di salute della scuola teramana.
Sul primo fronte si registra una consiste crescita della Cgil che ha ottenuto il 39,22% delle preferenze (1.969 voti), con un +8,11% rispetto al 2018. Un balzo in avanti che, nel confermare il sindacato come quello più rappresentativo nel settore istruzione (seguito dalla Cisl che ha ottenuto un 23,14%), «ci riempie di orgoglio perché significa che abbiamo lavorato bene: questa fiducia ci carica di ulteriore senso di responsabilità e ci motiva sul percorso di tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola», ha commentato Sorella.
È proprio il tema dei diritti a tenere banco in casa Cgil. Soprattutto se si tratta di tutelare le figure professionali più fragili. Si apre così uno spaccato grigio che anche nel mondo dell'istruzione porta il nome di precariato. Sono circa 800 i precari della scuola in provincia con numerose vertenze aperte per l’equiparazione di diritti e ben cento pronte a partire per quanto riguarda la “carta docenti”. Su questo bonus si consuma una vera discriminazione. A spiegarla è stato Di Marco: «Si tratta di un buono da 500 euro che il ministero riconosce ai docenti per l’aggiornamento professionale: è spendibile per corsi di formazione, acquisto di libri o supporti informatici. Ma è prevista solo per i docenti di ruolo. Riteniamo fermamente che si tratti di un diritto spettante anche ai precari e come Flc Cgil stiamo per avviare un ricorso con cento precari teramani per il riconoscimento del bonus», ha detto Di Marco. Degli 800 precari la maggior parte, circa 600, sono in attività con contratti Covid: entrati per dare manforte nel pieno dell’emergenza, le loro posizioni sono state saldamente difese dalla Cgil che continua a chiedere il mantenimento di queste figure «che non sono un di più nel sistema, ma sono necessarie», ha aggiunto Di Marco. «A conti fatti, in provincia il 20% del personale scolastico è precario: questo non è un buon segnale perché l’istruzione va garantita con investimenti seri e strutturati», ha aggiunto Sorella sottolineando come invece si continui a tagliare: «Nel documento di economia e finanza è stato previsto un taglio di sette miliardi per la scuola pubblica», ha tenuto a precisare il segretario.In un sistema che sembra tenersi su gambe fragili fatte di precarietà e scarsi investimenti, c’è qualche buona notizia: «Se per il 2022/2023 in provincia ci sono 859 iscritti in meno nelle scuole, almeno l’organico è rimasto invariato», ha concluso Di Marco, «conserveremo i 3.340 docenti oggi in attività e sul sostegno ci sono dei rinforzi: 69 figure in più. Anche questi risultati sono frutto di un impegno sindacale della Cgil».
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