Scuola antisismica, il cantiere può ripartire

Comune e ditta appaltatrice firmano il contratto per il completamento dell’opera a Colleatterrato
TERAMO. Il cantiere per la scuola antisismica di Colleatterrato basso può riaprire a stretto giro. Il Comune e la ditta appaltatrice “Linea Informatica” hanno firmato il contratto per il completamento dell’opera che ripartirà dunque a stretto giro dopo l’interruzione risalente a prima dell’estate.
Proprio la mancata sottoscrizione dell’atto, relativo al secondo lotto del progetto finanziato con fondi regionali per circa un milione di euro, aveva indotto l’impresa a sospendere i lavori già in avviati e per i quali aveva anticipato le spese. «Il problema era sorto su aspetti burocratico-amministrativi durante la gestione commissariale del Comune», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «ma lo abbiamo risolto con una serie d’incontri seguiti al sopralluogo nel cantiere fatto in agosto». Con la firma del contratto “Linea Informatica” potrà incassare circa 400mila euro del ribasso d’asta sull’appalto da destinare all’ultimazione dell’edificio a servizio della nuova scuola materna già realizzata. La struttura in allestimento ospiterà la mensa e locali destinati ad accogliere centraline elettriche e termiche che alimenteranno il complesso. «Per la primavera contiamo che l’intervento sia concluso», fa sapere il primo cittadino, «in modo da rendere operativo il nuovo edificio entro l’avvio del prossimo anno scolastico».
La scuola, progettata prima dei terremoti tra fine 2016 e 2017, ha caratteristiche antisismiche sia perché si sviluppa al pianterreno sia per le tecniche con cui è stata costruita. I mattoni delle pareti perimetrali, infatti, sono composti da un misto di legno e cemento che rende la struttura più elastica e dunque adatta ad assorbire le oscillazioni prodotte da eventuali scosse. La struttura potrà accogliere fino a 150 alunni, ma lo spazio circostante tra Colleatterrato Basso e contrada San Benedetto, di fronte al centro postale operativo, consente di pianificare ampliamenti. Con tanti edifici scolastici inagibili o in condizioni precarie la struttura in allestimento rappresenterà una valvola di sfogo importante e sicura per il Comune. «Il valore di quest’opera è doppio», conclude D’Alberto, «perché s’inserisce in un quartiere in grande sofferenza per i danni del terremoto e ricostituisce un presidio istituzionale». (g.d.m.)
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