Scuole, accolti i primi 26 alunni: «Attenzione alta all’inserimento»

I gruppi più consistenti sono già nelle classi di istituti ad Alba Adriatica e Martinsicuro. Pochi a Teramo Nardocci (ufficio scolastico): «Numeri in continua evoluzione, confronto aperto con gli enti territoriali»
TERAMO. Finora sono 26 gli alunni ucraini accolti nelle scuole della provincia, un numero destinato ad aumentare nelle prossime settimane con l'arrivo di nuovi rifugiati. La maggior parte sono bambini e ragazzi di elementari e medie che stanno frequentando prevalentemente gli istituti di Alba Adriatica e Martinsicuro. In queste scuole si concentrano i due gruppi più consistenti, mentre nel capoluogo per il momento sono ancora pochi gli studenti inseriti in diverse strutture.
«La procedura di iscrizione è effettuata nelle scuole che accolgono i nuovi alunni», spiega Massimiliano Nardocci, dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, «per monitorare la situazione, che si evolve di continuo, si sta susseguendo una serie di tavoli con più enti». Ci sono, infatti, diversi protocolli da seguire, gestiti in parte dalla Protezione civile e dalla prefettura, rendendo indispensabile il coordinamento tra le varie autorità competenti per l’accoglienza degli alunni ucraini. «Ogni scuola mette in atto le strategie ritenute più opportune, nel rispetto sia dell’autonomia ma anche della normativa che riguarda gli studenti arrivati in Italia. Un primo ostacolo è costituito dalla lingua italiana», dice Nardocci, «per tale motivo, oltre che sugli apprendimenti, alcuni dirigenti scolastici stanno rivolgendo particolare attenzione agli aspetti relazionali e sociali per il percorso di inserimento, tenendo conto del contesto di guerra da cui provengono questi bambini. Di concerto con le istituzioni, è importante anche il supporto delle comunità locali ucraine, come quella presente ad Alba Adriatica già da prima che scoppiasse il conflitto».
Dal ministero dell'Istruzione, inoltre, sono giunte ulteriori indicazioni sull’accoglienza a scuola degli alunni. «Viene sottolineata l'importanza del mondo digitale che, con i suoi strumenti, potrebbe costituire un canale per coinvolgerli», conclude Nardocci, «È altresì evidenziata la necessità di rispettare i tempi per l’inserimento e le varie fasi di accoglienza con una tempistica adeguata, senza forzature. Infine, è richiamato il concetto di resilienza, che è una tematica su cui le nostre scuole si sono già confrontate, loro malgrado».
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