Scuole e caserma, a rischio i bandi

9 Maggio 2017

L’ordine degli architetti al Comune: «Norme ignorate, vanno annullate le prime pratiche per l’affidamento dei lavori»

GIULIANOVA. Potrebbe essere tutto da rifare per i lavori della nuova caserma dei carabinieri e per quelli di adeguamento antisismicodelle scuole Pagliaccetti e di Colleranesco. Secondo l’Ordine degli architetti provinciale, infatti, vanno annullate le determine di affidamento di alcune fasi tecniche dei lavori .
L’Ordine ha fatto sapere di aver inviato una nota al Comune di Giulianova nella quale venivano evidenziate alcune criticità nelle procedure di affidamento relative alle prestazioni tecniche (servizi di progettazione definitiva/esecutiva, ispettore di cantiere; servizi di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed in fase di esecuzione dell'opera e servizi di verifica e collaudo) inerenti la realizzazione della nuova caserma dei carabinieri (per un importo totale di 72mila euro), il miglioramento sismico della scuola infanzia/primaria di Colleranesco (74mila euro) e della scuola secondaria di primo grado Pagliaccetti (100.800mila euro).
Secondo gli architetti lo sbaglio dell’amministrazione comunale è stato fatto nella dicitura relativa agli importi che non devono essere divisi in singoli lotti, come fatto dal Comune, ma devono riferirsi al totale delle operazioni. Per la caserma, ad esempio, nella determina vengono riportati gli importi dei singoli servizi da affidare, posti a base di gara e al netto dell’Iva, di 35mila per i servizi di progettazione definitiva/esecutiva e ispettore di cantiere; 28mila per il coordinamento della sicurezza e 9mila per verifiche e collaudi. «L'Ordine ha evidenziato», scrivono gli architetti, «che gli importi a cui occorre far riferimento per le procedure di gara sono quelli totali, e non quelli dei singoli lotti vigendo, ai sensi dell’articolo 31, comma 11, del decreto legislativo 50/2016, il divieto di frazionamento artificioso delle prestazioni allo scopo di sottrarle alle disposizioni del presente codice, e dell’articolo 35, commi 8 e 9 del codice stesso». Altro errore del Comune, sempre secondo gli architetti, è il fatto che «si è adottata la procedura rivolgendo invito a presentare un’offerta a 3 professionisti per ognuno dei servizi da affidare, in luogo dei 5 previsti dalla normativa vigente». In più, sostiene l’Ordine degli architetti, nella parte che riguarda la scelta dei professionisti non viene fatto riferimento ad elenchi di operatori economici né a analisi di mercato. «Va evidenziata», spiegano gli architetti, «che la mancanza del progetto del servizio, con il calcolo dei corrispettivi da porre a base di gara; la scelta non motivata del criterio del “minor prezzo”, tra l'altro consentito solo per importi stimati sotto la soglia dei 40mila euro. Si sarebbe dovuto ricorrere all’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo».
Margherita Totaro
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