Scuole inagibili, si punta ad aprire in primavera i primi quattro cantieri

28 Settembre 2023

Novità per la materna di via Tevere: la progettazione passa al Comune che vuole così accelerare i tempi per utilizzarla come struttura jolly

TERAMO. Entro Natale la gara d'appalto per la ricostruzione della scuola San Giuseppe. A ruota seguiranno Braga, Savini e De Jacobis. In primavera i cantieri dovrebbero essere aperti: si tratta di lavori che, per tutti e quattro gli edifici (ricompresi nell'ordinanza 6 del 2021 del commissario straordinario), ammontano a 30 milioni di euro e ai quali si giunge dopo un iter non semplice. I progetti, infatti, hanno necessitato di rivisitazioni specie sotto il profilo economico: incremento di costi di materiali, e ricalcolo delle metrature e delle criticità, hanno fatto lievitare il budget che è quasi raddoppiato rispetto alle prime stime. I tempi tecnici e burocratici si sono perciò dilatati. Per la sola San Giuseppe si è passati da 4 a 7,8 milioni di euro: il progetto "ritoccato" ha di recente avuto il via libera dall'Usr (ufficio speciale per la ricostruzione), ha superato il vaglio della conferenza dei servizi e ora necessita di un ultimo passaggio tecnico e del decreto del commissario per il via alla gara d'appalto. Percorso che stanno seguendo, seppur un passo indietro, gli altri tre edifici.
C'è poi una novità per la scuola materna di via Tevere: all'orizzonte si sta aprendo uno scenario concreto e di programmazione per l'edificio, inagibile dal 2016. Al pari delle 17 scuole che necessitano di interventi post-sisma, questa era stata ricompresa nell'ordinanza commissariale numero 31 del 2021 che prevede che uno studio professionale si occupi della progettazione di tutti gli edifici della provincia lì inseriti. Il Comune di Teramo, però, nei mesi scorsi ha avviato un’interlocuzione con l'ufficio commissariale avanzando la proposta di estrapolare la scuola di via Tevere dall'ordinanza, mantenendo i fondi e curando direttamente la progettazione. Un modo che andrebbe a ridurre i tempi e a snellire la procedura e che ha incassato l'ok degli organismi preposti. Si apre ora un percorso che vede in prima linea gli uffici comunali che si occuperanno dell'edificio con un obiettivo chiaro: riqualificarlo e riaprirlo nel minor tempo possibile facendone poi una sorta di scuola jolly dove ospitare i bambini dei nidi e delle materne dove si dovranno svolgere lavori di adeguamento sismico. La struttura di via Tevere tornerà così non solo alla piena fruizione ma assumerà un ruolo chiave nella gestione degli altri interventi nelle scuole senza interrompere i servizi educativi.
La novità è stata annunciata martedì dall'assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari nel corso del consiglio comunale rispondendo alle interrogazioni dei consiglieri di opposizione Luca Corona e Mario Cozzi che chiedevano lo stato dell'arte della ricostruzione. Cavallari ha fatto un quadro generale della situazione spiegando anche come per le ex scuole, quelle cioè che già all'epoca del sisma non erano utilizzate, non vi siano oggi canali di finanziamento aperti. Sono edifici lesionati, classificati “B”, censiti dal Sose, una struttura di supporto governativa, in attesa di fondi ma senza carattere di priorità. Il Comune di Teramo ne ha inseriti 15: si tratta delle ex scuole di Caprafico, Castagneto, Cavuccio, Colleatterrato Alto, Forcella, Monticelli, Poggio Cono, Rocciano, Spiano, Varano, Villa Pavone, Villa Romita, Villa Rupo, Villa Tofo e Viola.
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