Scuole, patto tra i comitati dei genitori per sedere al tavolo con le istituzioni

12 Agosto 2017

TERAMO. È la vigilia di scelte importanti per il futuro delle scuole teramane e i genitori organizzati in comitati e associazioni vogliono esserci. Non più singole entità, per singoli edifici e...

TERAMO. È la vigilia di scelte importanti per il futuro delle scuole teramane e i genitori organizzati in comitati e associazioni vogliono esserci. Non più singole entità, per singoli edifici e realtà, ma 'cartello' di idee, necessità, richieste. A tutti i genitori, a nome dei comitati e ai comitati, si è rivolta con una lettera aperta Leda Ragas, referente del comitato genitori della prima ora e presidente di Assai, associazione scuole sicure Abruzzo. «Chiamiamolo anno zero. Anno della ricostruzione. Anno della consapevolezza. Ma facciamo sì che parta. È questo quello di cui abbiamo parlato oggi noi cittadini incontrandoci. Alla luce degli indici, della posizione della Provincia che ha chiuso le scuole con indice inferiore al 2, alla luce di un anno passato all'insegna della finta "normalità", noi del Comitato genitori per la sicurezza nelle scuole di Teramo ed Assai, Associazione scuole sicure Abruzzo Italia, abbiamo creato un incontro atto al confronto, al dialogo, alle idee, ed abbiamo lavorato in concerto con: Progettiamo bimbi in sicurezza, comitato scuole sicure San Nicolò, Teramo Children, Cittadinanza Attiva, rappresentanze dei comitati delle scuole».
I genitori, continua Ragas, chiedono: «Sicurezza programmazione certezze per il nuovo anno scolastico. Abbiamo deciso di unirci cercando di cambiare non la realtà singola di una scuola, ma di tutte. Consci che il percorso sarà lungo e articolato, siamo certi che una giusta commistione di idee e di finalità portate avanti non più da singoli gruppi, ma da un insieme di cittadini stanchi del tempo perso, degli errori fatti e affamati di cambiamenti tangibili e reali, possa essere il giusto canale da portare al tavolo di lavoro di cui ci ha parlato il sindaco. Non vuole essere, e speriamo non lo diventi, un muro contro muro, ma un inizio nuovo per la città e dialogo con tutti i protagonisti, Comune, Provincia, dirigenti, Miur, cittadini e, ovviamente, genitori».