«Scuole poco sicure» Il Pd verifica i lavori e lancia nuove accuse

Delegazione di consiglieri comunali fa il giro dei cantieri «Restano tanti dubbi, l’amministrazione faccia chiarezza»
TERAMO. Non si stempera la tensione sulla sicurezza delle scuole cittadine. Nonostante il doppio livello di controlli attivati dal Comune anche con l’intervento dei tecnici della Protezione civile, restano forti preoccupazioni in vista del rientro in classe previsto per domani. A esprimerle, facendosi interprete dei sentimenti di molti genitori, sono i gruppi consiliari di Pd e “Teramo cambia” che ieri mattina hanno verificare sul campo con loro rappresentanti l’andamento dei lavori nelle strutture che tra meno di ventiquattr’ore riapriranno i battenti dopo la lunga pausa imposta dall’emergenza sisma.
«Quello che abbiamo visto non ci convince affatto», esordiscono Gianguido D’Alberto, Maria Rita Santone e Francesca Chiara Di Timoteo, «finora non abbiamo parlato per senso di responsabilità, ma adesso basta». I consiglieri hanno deciso di prendere l’iniziativa dopo la riunione sconvocata in extremis dal sindaco Maurizio Brucchi che ieri mattina avrebbe dovuto aggiornare maggioranza e opposizione proprio sui lavori nelle scuole. «La riapertura è stata annunciata per domani, ma in tutte le strutture gli interventi sono ancora in corso», spiegano i consiglieri, «si farà davvero in tempo?». I dubbi sono tanti e abbracciano anche altri aspetti degli interventi avviata dall’amministrazione. D’Alberto, Santone e Di Timoteo pongono il problema della concentrazione di personale e studenti in immobili come la D’Alessandro, dove da giovedì saranno accolti i 95 bambini della materna di via Tevere. «Si rischia il sovraccarico», osservano, «costringendo dirigenti, insegnanti e gli altri operatori ad affrontare ulteriori difficoltà». Per questo i rappresentanti del Pd e di “Teramo cambia” chiedono la consegna delle relazioni stilate dai responsabili della sicurezza negli edifici in cui sono aumentate le presenze.
Nella lista delle criticità c’è anche la situazione dell’asilo nido “Lettieri” in via Diaz da dove gli alunni sono stati sgombrati a scopo precauzionale. La struttura, comunque agibile, ospiterà i bimbi della materna San Giuseppe. «Tra loro ci sono anche disabili e piccoli di due anni e mezzo», puntualizzano i consiglieri, «per loro la scuola di via Diaz è sicura?». D’Alberto, Di Timoteo e Santone non ne sono affatto persuasi e si chiedono a cosa siano serviti i 230mila euro spesi per l’adeguamento dell’edificio se manca ancora la scala di sicurezza.
La stessa carenza riguarda altri immobili scolastici, ma le ripetute segnalazioni da parte dell’opposizione non hanno prodotto alcun effetto concreto. «Bisognava intervenire, soprattutto dopo le scosse del 24 agosto», insistono, «ma dall’amministrazione non è arrivata alcuna risposta». Senza esito sono anche le sollecitazioni relative al completamento delle verifiche di resistenza sismica che ancora mancano per diciannove delle trentuno scuole cittadine. «Quando si faranno?», chiedono i rappresentanti dell’opposizione, «i genitori si rifiutano di far rientrare i loro figli in classe non per dispetto ma perché manca chiarezza da parte dell’amministrazione». Le preoccupazioni maggiori riguardano il futuro. «Vogliamo risposte certe», insistono i consiglieri che puntano il dito anche contro l’assessore all’istruzione Francesca Lucantoni. «Poteva relazionare lei all’incontro che il sindaco ha rinviato per altri impegni», concludono, «finora non ha detto una parola, il suo ruolo di fatto è commissariato». Brucchi non reagisce alla polemica. Ieri ha fatto sopralluoghi in tutte le scuole e conferma che per domani sarà tutto pronto. (g.d.m.)

