Sede comunale, spinta decisiva: progetto pronto a metà marzo

Definite le tappe dell’intervento: gara d’appalto a giugno e affidamento dei lavori entro fine anno La relazione tecnica evidenzia lesioni gravi ed elementi di pregio. D’Alberto: rispetteremo i tempi
TERAMO. Le tappe, almeno sulla carta, sono definite. Tra un mese scarso arriverà il progetto definitivo, entro giugno ci sarà quello esecutivo, con cui dare il via libera alla gara d’appalto, e per fine anno i lavori saranno affidati all’impresa aggiudicataria. Per la metà del 2025, a conti fatti, la sede principale del Comune potrebbe riaccogliere uffici e sedute consiliari. A quel punto saranno passati poco meno di nove anni dall’ordinanza che, a seguito dei danni causati dal terremoto del Centro Italia, determinò l’inagibilità e la contestuale chiusura dello storico edificio di piazza Orsini.
In ballo c’è un intervento di riparazione dei danni e adeguamento antisismico da 7,7 milioni di euro, stando alla stima indicata nell’ordinanza Teramo firmata dall’allora commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini e che ha di fatto sbloccato la procedura nell’estate 2021, ma è probabile che alla luce delle analisi sulla struttura serviranno più soldi. Questo lo stabilirà il progetto che il pool di tecnici coordinati dall’architetto ascolano Valerio Borzacchini consegnerà all’amministrazione nelle prossime settimane. Al momento della riconsegna delle carte saranno passati un anno e quattro mesi dall’affidamento dell’incarico, periodo durante il quale è stato necessario anche un supplemento di verifica, concluso nei giorni scorsi dagli uffici, sulla documentazione relativa al raggruppamento temporaneo di professionisti chiamato a stilare il progetto. Per il sindaco Gianguido D’Alberto si tratta di un «obiettivo ambizioso» che sta prendendo corpo. «I passaggi stanno rispettando il cronoprogramma, nonostante si tratti di un intervento molto complesso», spiega, «vogliamo andare avanti così per restituire quanto prima alla città un luogo simbolo per eccellenza». Il progetto per la sede comunale identificherà, stando alle parole sindaco, la strategia complessiva di uscita dall’emergenza. «Non sarà solo una ricostruzione, ma la rigenerazione di un edificio chiave per la vita cittadina».
Le analisi strutturali fatte nei mesi scorsi hanno evidenziato lesioni gravi non solo nella sala consiliare, che nella prima fase delle verifiche post-sisma era risultata la parte messa peggio dell’immobile, ma anche in altre zone del complesso di cui fanno parte attività commerciali, come la storica farmacia sotto il loggiato, e alcune abitazioni sul lato di via della Verdura.
«Il fatto che si tratti di un aggregato con più proprietari da coinvolgere ha reso ancor più complessa la procedura», puntualizza D’Alberto, «ma intendiamo concludere tempestivamente un percorso che tuteli anche i privati». Decisivo sarà anche il rapporto già avviato anche su questo intervento con la soprintendenza. Le relazioni tecniche hanno evidenziato la presenza di elementi architettonici di pregio lungo lo scalone d’ingresso, in sala consiliare e anche in alcuni uffici dove sono riaffiorati soffitti affrescati. «Sono tracce importanti che non possono essere cancellate o di nuovo nascoste», tiene a sottolineare il sindaco, «andranno recuperate ed esaltate nel rispetto del valore storico dell’edificio che pure dovrà essere migliorato per la sicurezza». La riqualificazione della sede comunale, dunque, comporterà anche l’ammodernamento degli impianti risalenti a decenni fa e che andranno adeguati a esigenze e criteri di efficienza attuali. «Non è un intervento come gli altri», conclude il sindaco, «vogliamo riconsegnare questo spazio recuperato al futuro della città».
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