Sentenza del Tar spiega perché il Comune rinunciò al campus

15 Marzo 2021

TORTORETO. «Evidente squilibrio contrattuale»: così il Comune di Tortoreto, difeso dai legali Fedele e Antonella Ferrara, ha dichiarato nullo l’accordo preliminare, firmato tra l’amministrazione del...

TORTORETO. «Evidente squilibrio contrattuale»: così il Comune di Tortoreto, difeso dai legali Fedele e Antonella Ferrara, ha dichiarato nullo l’accordo preliminare, firmato tra l’amministrazione del sindaco Flaminio Lombi nel 2003 e la società Di Gennaro Costruzioni, per la realizzazione del campus scolastico, opera al centro di una delle discussioni cittadine più importanti degli ultimi decenni e ancora oggi non realizzata, seppure annunciata con il nome di “polo”. Nelle memorie difensive del lungo contenzioso al Tar, il Comune non solo segnala uno squilibro nel valore della permuta, ma arriva anche a parlare di «dolo», in senso civilistico, da parte della società.
Lo si legge nella sentenza con cui nei giorni scorsi i giudici hanno dato ragione al Comune, chiudendo una controversia ventennale, respingendo la richiesta di risarcimento danni avanzata dalla società, oggi guidata dalla curatela fallimentare. Per i giudici il municipio non era vincolato da quell’accordo.
L’accordo preliminare tra l’amministrazione Lombi e la Di Gennaro Costruzioni prevedeva in sostanza una permuta. La società avrebbe acquisito le due scuole e il bocciodromo al centro di Tortoreto Lido, per realizzare un complesso residenziale e commerciale. In cambio avrebbe realizzato per l’ente il nuovo campus scolastico nell’area comunale sul lungomare sud, oggi tornata in auge come possibile sede del nuovo polo. L’amministrazione del sindaco Domenico Di Matteo bloccò però l’opera, non dando seguito all’accordo firmato dal predecessore.
«La sentenza del Tar è un riconoscimento per l’operato della mia amministrazione, che giudicò quell’accordo non vantaggioso per l’ente», commenta l’ex sindaco Di Matteo, oggi consigliere comunale di opposizione, continuando: «Come oggi sono per la realizzazione del polo scolastico, opera importantissima per cui purtroppo chi mi ha seguito non ha fatto alcun passo avanti, anche allora volevo fare il campus. Ma volevo realizzarla chiarendo ogni dubbio e nell’interesse dei cittadini». Spiega: «L’ente avrebbe dovuto investire ingenti risorse per completare la nuova scuola. Per vederci chiaro chiesi allora una nuova valutazione di terreni e immobili che l’ente avrebbe dato in permuta. Ebbene la seconda valutazione riportava un prezzo maggiore più del doppio rispetto a quello indicato precedentemente all’accordo con il privato. Allora nel 2008 chiesi un nuovo progetto alla società. La commissione di tecnici e legali giudicò anche questo non congruo».
Luca Tomassoni
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