Senza salario da mesi Incontro dal prefetto per le 26 dell’Agorà

6 Febbraio 2016

Le lavoratrici della coop che lavora per l’Ambito sociale non ricevono lo stipendio da ottobre. Protesta la Cgil

GIULIANOVA. Nulla di fatto per gli stipendi delle 26 lavoratrici della cooperativa L’Agorà d’Italia, che opera per conto dell’Ambito sociale Tordino, e la Cgil chiede quindi un incontro col prefetto Valter Crudo. Le donne, infatti, devono ancora percepire i salari di ottobre, novembre e dicembre 2015 e, nel frattempo, continuano a sostenere i costi degli spostamenti.

Per evitare di abbandonare il lavoro che consiste nell’assistenza di anziani e diversamente abili nei Comuni di Giulianova, Mosciano e Bellante, il segretario provinciale della Cgil funzione pubblica Amedeo Marcattili chiede con urgenza una convocazione al prefetto, alla presenza di tutte le parti (cooperativa, Comuni e Ambito sociale) per affrontare la delicata questione. Marcattili aveva denunciato la situazione dieci giorni fa, facendo anche notare che le lavoratrici non avevano abbandonato i propri delicati compiti ma che, comunque, dovevano sostenerne i costi, in primis il pagamento degli spostamenti nei tre comuni soci dell’Ambito, diretto da Dino Macera.

Il problema sta a monte, visto che la cooperativa aveva spiegato che è l’Ambito stesso a doverle ben 7 mensilità arretrate. L’Ambito sociale, a sua volta, deve ancora prendere soldi dai Comuni e, come un cane che si morde la coda, di conseguenza non riesce a garantire gli stipendi alle cooperative che collaborano nello svolgere i servizi.

«Non sta a noi occuparci di questo», aveva però commentato Marcattili, «visto che i rapporti tra la cooperativa e l’ente d’Ambito nulla hanno a che fare con gli stipendi degli operatori che, nonostante le forti difficoltà, vanno responsabilmente ogni giorno a fare il loro dovere, prendendosi cura dei più deboli. E’ la solita storia: la cooperativa non paga perché l’Ambito sociale non paga, l’Ambito non paga perché i Comuni non pagano, i Comuni non pagano perché la Regione e il governo centrale non pagano. In tutta questa trafila le uniche che ci rimettono sono le lavoratrici e stiamo parlando di stipendi che non superano 500/600 euro al mese». Lo stesso Comune di Giulianova, ad esempio, ha un debito (fuori bilancio, non ancora riconosciuto dal consiglio comunale) nei confronti dell’Ambito di 300mila euro. «Le ore da erogare sono sempre meno», incalza Marcattili, «a causa delle rinunce per gli aumenti Isee. L’Ambito Sociale, sicuramente non per propria responsabilità, ha un ritardo di mesi nel pagamento delle fatture. La situazione sta diventando insostenibile e i servizi vengono erogati con puntualità e professionalità solo grazie all’abnegazione dei dipendenti».

L’incontro con il prefetto, dunque, resta l’ultima carta da giocare, per sperare nel pagamento degli stipendi arretrati.

Margherita Totaro

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