Senzatetto, legge per l’assistenza

5 Aprile 2022

Presentata dal Pd in Regione, punta a fornire cure sanitarie di base

TERAMO . Non avere una casa, essere un “senza fissa dimora”, significa non avere una residenza. E, di conseguenza, non aver diritto all'assistenza sanitaria di base. Per il consigliere regionale del Pd Dino Pepe, primo firmatario di una proposta di legge presentata in Regione per sanare questo vulnus, si tratta di una «stortura normativa che va a danno dei fragili e va subito cambiata perché tocca tante persone che dopo aver perso tutto si trovano anche senza medico di base».
Ieri mattina Pepe insieme al consigliere comunale di Teramo Luca Pilotti, al commissario cittadino del Pd Pamela Roncone e all’assessore comunale ai servizi sociali Ilaria De Sanctis, ha illustrato la proposta che il partito ha depositato in Regione auspicando «una unanime condivisione, perché su temi così rilevanti non possono esserci divisioni politiche», ha detto Pepe. La proposta mira a garantire ai senza fissa dimora un medico di base e l’iscrizione nelle liste degli assistiti delle Asl: infatti, in Abruzzo oggi chi non ha una residenza non ha diritto all’assistenza di base. In caso di malattia, anche lieve, l’unica soluzione è il pronto soccorso. «Questo significa costi elevati per l’intero sistema sanitario: un accesso al pronto soccorso costa circa 350 euro, un medico di base circa 80 euro all’anno. Ma è chiaro che non si tratta solo di costi: è una questione di dignità e di diritti che vanno garantiti ai cittadini italiani», ha aggiunto Pepe sottolineando come siano soprattutto gli italiani a vivere situazioni di questo genere. Infatti, se per profughi e rifugiati si attivano canali d’accoglienza studiati appositamente, per chi si trova all’improvviso senza casa non c’è alcun canale. E si trova tagliato fuori dal sistema di assistenza sanitaria di base.
«Negli ultimi anni situazioni di questo genere sono aumentate: si può perdere la casa per via di una separazione o per avversità economiche improvvise. Va messo subito riparo a questa iniquità come altrove già fatto», ha chiarito Pilotti che è stato il promotore di questa azione legislativa, studiando il percorso che l’Emilia Romagna ha già fatto grazie all'attivismo dell’associazione Avvocati di strada. Alcuni Comuni hanno trovato escamotage per aiutare persone in condizioni simili. Teramo, ad esempio, ha istituito una residenza virtuale in via del Portico: «Qui hanno residenza 132 persone ma le richieste sono molte di più. Noi facciamo il possibile, ma è chiaro che un tema così va affrontato in modo più ampio», ha aggiunto De Sanctis. (v.m.)