Sequestrati 11 milioni di articoli con falsi marchi di sicurezza

22 Dicembre 2017

Sono giochi, luminarie e oggetti per la casa prodotti in Cina Trovati in Abruzzo e nel resto d’Italia: sette denunciati

TERAMO. Undici milioni di pezzi, metà dei quali giocattoli, un milione di luminarie natalizie e altrettanti articoli sanitari per la casa, con marchio di sicurezza Ce contraffatto, sono stati posti sotto sequestro dagli uomini della guardia di finanza della compagnia di Giulianova, diretti dal capitano Sara Venturoni, in sei magazzini e depositi di società italiane e cinesi che importavano e distribuivano in Italia. I decreti di perquisizione, firmati dal sostituto procuratore di Teramo Stefano Giovagnoni, sono stati eseguiti nelle province di Napoli, Caserta, Pavia e Roma. Sette persone, tutte di nazionalità cinese, sono state denunciate. Si tratta sia di rivenditori all’ingrosso, sia di commercianti al dettaglio.
I prodotti, fabbricati in Cina e del valore di centinaia di migliaia di euro, immessi sul mercato avrebbero assicurato ingenti profitti al mercato del falso. Gli uomini delle Fiamme gialle sono partiti dalla scoperta – nel marzo scorso – di un certo numero di questi articoli in una rivendita gestita da cinesi a Morro d’Oro e da lì hanno ricostruito la filiera di distribuzione e commercializzazione dei prodotti incriminati, individuando gli importatori e i grossisti della merce sul territorio nazionale. Il capitano Venturoni e i suoi uomini hanno in sostanza scoperto una rete di cinesi in grado di rifornirsi a vicenda, in tutta Italia, di questo genere di articoli fabbricati nella madrepatria.
Secondo quanto riferisce una nota della guardia di finanza i prodotti tolti dal mercato, che a un primo esame sembravano in regola riportando il marchio Ce sulle confezioni, al contrario all'interno della confezione presentavano evidenti difformità rispetto agli standard previsti dalla normativa vigente. Lo stratagemma di inserire il marchio Ce permetteva di aggirare norme e regolamenti a tutela della salute e della sicurezza pubblica e, quindi, induceva in inganno i consumatori finali circa l'origine, la genuinità e la qualità degli stessi. Secondo la Finanza «l’immissione in libera vendita di prodotti con marcatura Ce non regolare espone il consumatore a vari rischi, tra cui quelli di natura meccanica, per via, ad esempio, delle componenti di piccole dimensioni che possono staccarsi ed essere ingerite da bambini; di natura chimica, per l’utilizzo di coloranti e anche per potenziale tossicità o infiammabilità; ancora di natura elettrica, a causa dell’assenza delle opportune protezioni o della necessaria resistenza meccanica dei componenti; ed infine rischi di diversa natura, quali quelli derivanti da sovraccarichi di corrente, radiazioni o surriscaldamento tali da innescare incendi nel prodotto o nei materiali circostanti la zona di utilizzo».(red.te)