Sequestrati 73mila euro al primario

Secondo la procura il cardiologo Vito Ciampini avrebbe intascato i soldi delle visite senza versare la parte dovuta alla Asl
TERAMO. La novità di un’inchiesta nata e chiusa in poco più di un anno è nel sequestro preventivo di 73mila euro sui conti di Vito Ciampini, 64enne primario di cardiologia dell’ospedale di Giulianova. La procura teramana, che sul professionista indaga da quando un albanese arrestato nell’ambito di un traffico di droga ha raccontato di spacciare perchè il medico gli ha chiesto 5mila euro per far operare il padre, contesta a Ciampini anche i reati di peculato e truffa per presunte irregolarità nell’attività di intramoenia: secondo l’accusa non avrebbe versato il dovuto alla Asl.
In questi giorni i pm Luca Sciarretta e Andrea De Feis, titolari del fascicolo, hanno chiuso le indagini e notificato al primario l’avviso di conclusione. Oltre al reato di induzione indebita a dare o promettere utilità per la vicenda denunciata dall’albanese, i due sostituti ipotizzano a carico del medico i reati di peculato e truffa in relazione all’attività di intramoenia fatta nel suo studio privato, ovvero visite mediche per conto dell’Asl fuori dall’orario di lavoro che la legge consente sia negli ambulatori ospedalieri sia negli studi privati con, in entrambi i casi, l’obbligo di versare una parte degli incassi all’azienda sanitaria. Cosa che, secondo l’accusa della procura, il primario, non avrebbe fatto. E proprio in relazione ai reati di peculato e truffa ai danni della Asl la procura ha chiesto ed ottenuto dal gip Domenico Canosa il provvedimento di sequestro dei 73mila euro sui conti del medico, provvedimento che l’altro ieri è stato eseguito dalla guardia di finanza. A far partire le indagini, lo scorso anno, erano state le dichiarazioni di un albanese, vicino di casa del medico, che dopo un arresto per droga ad Ancona, nel 2014, aveva dichiarato, tra le altre cose, di essersi avvicinato a quel mondo anche per reperire i soldi che gli erano stati chiesti dal primario per far operare il padre. I fatti contestati al medico risalgono al 2012 con il padre dell'albanese, cardiopatico, che dopo essersi sentito male poco dopo il suo arrivo in Italia, era stato inizialmente assistito a Giulianova per poi essere trasferito a Teramo dove, dopo gli accertamenti del caso, i medici dell’ospedale Mazzini avevano deciso di sottoporlo ad un intervento chirurgico. Il tutto mentre Ciampini era in ferie. «E’ un’indagine complessa», dice l’avvocato Tommaso Navarra, il legale che assiste il primario, «che trova origine in un episodio che contestiamo con forza nella sua reale esistenza in fatto. Su questo episodio si sono aggiunti accertamenti su profili diversi che dobbiamo ancora verificare nella loro effettiva concludenza penale».(d.p.)
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